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Influenza A emergono le verita nascoste

14 gennaio 2010

14 gennaio 2010

Il Consiglio d'Europa lancia l'accusa: l'Organizzazione mondiale della sanità si è lasciata influenzare dall'industria farmaceutica nella gestione della pandemia legata al virus A/H1N1.

Il Consiglio d'Europa lancia l'accusa: l'Organizzazione mondiale della sanità si è lasciata influenzare dall'industria farmaceutica nella gestione della pandemia legata al virus A/H1N1. In Italia il contratto per la fornitura di vaccini tra ministero della Salute e Novartis, pieno di lati oscuri e inspiegabilmente squilibrato, è coperto dal segreto di Stato.

Un'epidemia creata per vendere farmaci e vaccini
La annunciata pandemia non ha fatto i danni temuti: quello che resta sono milioni di dosi di vaccino inutilizzate.

  • Il presidente della Commissione sanità del Consiglio d'Europa Wolfgang Wodarg ha lanciato un'accusa: sarebbero state le aziende farmaceutiche, per spingere le vendite di farmaci e vaccini, a influenzare la decisione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di dichiarare lo stato di pandemia per il virus A/H1N1.
  • Il Consiglio di Strasburgo ha già approvato una risoluzione con cui si avvia un'inchiesta sul ruolo delle aziende del farmaco nella vicenda. Un primo dibattito urgente è in programma nella prossima sessione plenaria dell'assemblea, fissata per fine gennaio.
  • L'Oms ha annunciato a sua volta l'apertura di un'indagine interna, affidata ad esperti indipendenti, per verificare tutti i passaggi che hanno portato ad innalzare il livello di allarme e decretare l'emergenza pandemia nell'aprile del 2009.

Un contratto oscuro e squilibrato
Già da novembre Altroconsumo ha scritto al ministero della Salute, chiedendo tra l'altro conto dei costi sostenuti dalla collettività per le 24 milioni di dosi di vaccino ordinate all'azienda farmaceutica Novartis e chiarimenti sui termini del contratto tra governo e azienda farmaceutica. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta, ma sono comunque emersi molti punti oscuri.

  • Squilibrio di oneri a favore di Novartis: è la Corte dei conti stessa, che lo ha esaminato, ad avere affermato che il contratto contiene condizioni che vanificano a favore della Novartis tutti i vincoli contrattuali. Tra i molti esempi citati dalla Corte dei Conti: il prodotto potrà essere reputato difettoso solo se la Novartis è d'accordo; non sono previste penali in caso di mancata consegna nei tempi previsti; il ministero si impegna a risarcire senza limiti alla Novartis tutte le perdite collegate a danni provocati dal vaccino a terzi, tranne quelle dovute a difetti di fabbricazione (che, come visto sopra, devono essere riconosciuti dalla stessa azienda).
  • Segretezza dell'accordo: il contratto è stato coperto da segreto di Stato, il che è del tutto inammissibile oltre che (normalmente) impossibile in un contratto pubblico (come rilevato anche dalla Corte dei conti).

In contratto ha ricevuto comunque il visto della Corte dei conti, ma solo per il contesto di "eccezionalità e somma urgenza". Del resto, per tornare alle parole di Wolfgang Wodarg, "i governi hanno chiuso i contratti con i produttori di vaccini per ottenere grossi ordinativi di siero in anticipo, accollandosi quasi tutte le responsabilità. In questo modo le aziende produttrici si sono assicurate lauti guadagni, senza addossarsi rischi finanziari". C'è da chiedersi però se sia comunque accettabile, anche in presenza di un'emergenza vera o presunta, un uso di soldi pubblici così sbilanciato a favore di un'azienda e a danno dei cittadini.

Il presidente di Altroconsumo Martinello interviene sul tema a Repubblica tv

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