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Influenza la vendita di antivirali si impenna

23 dicembre 2009

23 dicembre 2009

Sopravvissuti alla pandemia, scopriamo che il diffuso allarmismo è stato utile soprattutto a far volare le vendite dei farmaci antivirali.

L'allarmismo che spinge le vendite
Fino a che non è comparsa l'influenza A (o suina, come si diceva all'inizio), gli antivirali in Italia vendevano meno di 3 pezzi ogni 100 mila abitanti. Questo anche nel pieno dell'epidemia di influenza stagionale, nell'inverno del 2009. Una scelta corretta dal punto di vista medico: normalmente, non sono farmaci consigliabili. Una scossa al mercato si ha nello scorso aprile, quando iniziano a spargersi le notizie dei primi casi di influenza suina in Messico e Usa. Benché i casi di malattia in Italia non aumentino, le vendite di antivirali iniziano a salire. L'unica spiegazione possibile (del resto confermata dalle notizie di cronaca del periodo) è che la gente stia acquistando antivirali sotto la spinta dell'allarme.

Utile alle case farmaceutiche
Il fenomeno diventa ancora più evidente nei mesi di luglio e agosto, quando l'influenza non c'è, ma le vendite di antivirali arrivano a 76 pezzi ogni 100 mila abitanti. Per culminare tra ottobre e novembre 2009, quando l'influenza A, in nulla diversa da quella normale, infine arriva davvero. Quanto l'allarmismo fosse infondato, lo abbiamo sempre detto e i fatti lo hanno dimostrato. Però alle case farmaceutiche è stato molto utile.


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