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Lemergenza obesitagrave

25 marzo 2009

25 marzo 2009

Società Italiana dell'Obesità (SIO)

Al mondo ci sono circa un miliardo e 300 milioni di persone con problemi di obesità e soprappeso: ecco perché ormai si parla di questo emergente problema multifattoriale come di una vera e propria epidemia. Dominare l'obesità significa anche ridurre la crescita del diabete tipo 2, di altri fattori di rischio alla base di malattie cardiovascolari e del cancro. Non ultimo i costi diretti e indiretti dell'obesità rappresentano una delle maggiori voci di spesa sanitaria stimata in molti paesi europei intorno all'1% del PIL; per questo rappresenta una sfida per l'intera società civile.

L'obesità cresce: nei paesi ricchi e, sembra un controsenso, in quelli poveri. A fronte di circa 900 milioni di persone che muoiono ogni anno per carenza di cibo, ne abbiamo altrettante, forse di più, che muoiono per malattie legate all'obesità. L'obesità porta come conseguenza il diabete tipo 2, tanto che si parla apertamente di epidemia di "diabesità" del Terzo Millennio. Oltre all'associazione tra obesità e diabete, è noto il suo ruolo come fattore di rischio per malattie cardiovascolari, disturbi dell'apparato scheletrico, alterazioni ormonali, insufficienza renale, disturbi respiratori e diversi tipi di cancro.

Particolarmente allarmante, nei paesi industrializzati, l'aumentare dell'obesità infantile: un bimbo obeso sarà con altissime probabilità un adulto obeso, con gravi rischi per la salute, e un drammatico aumento dei costi sanitari e sociali. Lo studio SPESA del 2003 stimava in Italia i costi sanitari diretti (relativi all'utilizzo di risorse per prevenzione, diagnosi e cura) dell'obesità e delle malattie ad essa collegate a 23 miliardi di euro all'anno. Non sono invece disponibili stime accurate in merito ai costi indiretti, relativi alla perdita di produttività, alle pensioni di invalidità, alle morti premature, ma in molti Paesi europei sono doppi rispetto a quelli diretti, e complessivamente raggiungono l'1% del prodotto interno lordo.

L'articolo, curato dagli esperti della SIO-Società Italiana dell'Obesità (vedi box), analizza le cause del fenomeno, semplicisticamente spesso addebitato solo alle speculazioni dell'industria alimentare, mentre le vere ragioni stanno nel "cattivo" uso che l'Uomo fa dell'innovazione tecnologica e del pianeta. Affronta , quindi, il tema della prevenzione e della cura di questa condizione.

Prevenzione dell'obesità e delle sue complicanze significa "modificare gli stili di vita": educare ad alimentarsi correttamente e a fare esercizio fisico, misure che rivestono un ruolo fondamentale nel bambino, ma che non sono sufficienti per curare la malattia nell'adulto, se non accompagnate da terapia cognitivo-comportamentale, farmacologica, anche chirurgica. Prevenzione significa contrastare il business della "industria del dimagrimento", che propone diete "miracolose" e complementi alimentari inutili, se non dannosi, ingenerando false speranze di poter ingrassare e dimagrire a piacere, senza la consapevolezza dei danni che si provocano all'organismo. Prevenzione significa comprendere come per affrontare questo problema di salute pubblica a livello globale sia necessario che tutte le parti - Istituzioni, mondo scientifico, industriale ed economico - collaborino per trovare strategie comuni. Prevenzione, infine, significa riconoscere finalmente, che sovrappeso e obesità non sono solo "problema estetico", ma una vera e propria patologia, responsabile del 10% delle morti per malattia ogni anno in Europa. Una malattia cronica, che come tutte le malattie croniche deve essere affrontata e curata. Invece, nel nostro Paese, malgrado la presenza di oltre 350.000 persone colpite dalla forma più grave - la "grande obesità" - non sono previste né esenzioni dai ticket per visite ed esami, né strumentazioni, protocolli e percorsi diagnostico-terapeutici negli ospedali, "a misura di obeso". Infine, una malattia così importante merita un particolare impegno in ricerca scientifica, che deve essere sempre considerato l' investimento più efficace e lungimirante.


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