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LOutsourcing nella sanitagrave

01 marzo 2009

01 marzo 2009

Federica Brunetta - Università Cattolica del Sacro Cuore
Lucia Marchegiani - Università degli Studi Roma 3


Il ricorso all'esternalizzazione si inquadra tradizionalmente in politiche di contenimento di costi e ricerca dell'efficienza da parte delle imprese, configurandolo come una pratica aziendale virtuosa, attraverso la quale si attua la gestione strategica dei processi aziendali. Di converso, nei settori di pubblica utilità, l'utilizzo di politiche di esternalizzazione ha dato luogo a dibattiti controversi. In particolare, per quanto riguarda la sanità pubblica, le scelte di esternalizzazione sono coerenti con una più generale trasformazione verso la managerializzazione delle aziende ospedaliere, non sempre e non da tutti giudicata positivamente.

La Pubblica Amministrazione è, da tempo, coinvolta in un processo di modernizzazione e riorganizzazione.

In questo contesto, l'outsourcing è senza dubbio interpretato come soluzione strategica, guidata dai mutamenti derivanti dall'adozione di politiche di privatizzazione e liberalizzazione, nonché da trasformazioni degli assetti strutturali delle amministrazioni, resi necessari dal processo di integrazione europea. È evidente lo scopo di aumento dell'efficienza e di riduzione dei costi; da qui, la scelta di politiche di esternalizzazione che facilitino la distribuzione di attività funzionali o di prestazioni di servizio tra amministrazioni e privati sulla base di principi di economicità (costi dei servizi) o di efficienza (del livello di prestazione).

La richiamata modernizzazione è alla base delle scelte di esternalizzazione, determinate da un ampliamento e rinnovamento delle funzioni svolte dalla PA e dalla crescente domanda di servizi da parte del cittadino; parallelamente, il processo di riorganizzazione della PA spinge scelte di esternalizzazione legate alla necessità di una razionalizzazione produttiva nelle strutture amministrative pubbliche, sull'esempio di ciò che accade nel privato. Rispetto a quanto avviene nel privato, il processo di esternalizzazione nella PA è peculiare poiché attraversa tre fasi: individuazione delle attività e dei servizi da esternalizzare, gara d'appalto e scelta dell'offerta più vantaggiosa (profili economici, tecnici, qualità, impatto sociale, valorizzazione del know how esistente, gestione del contratto, monitoraggio e gestione del cambiamento organizzativo). A queste si uniscono l'incertezza legata al "controllo" delle attività, quella relativa alle metodologie di adozione, l'influenza delle associazioni professionali e delle organizzazioni sindacali e infine la scelta del soggetto esterno (che si concretizza nel momento della gara d'appalto).

Ai processi di esternalizzazione in atto nella Pubblica Amministrazione fanno eco, con specificità tipiche e rilevanti, quelli messi in atto nel nostro Sistema Sanitario Nazionale, dove l'outsourcing ha progressivamente acquisito importanza per due principali ragioni: da un lato il decentramento della gestione sanitaria dal livello centrale al livello regionale, dall'altro l'introduzione di una visione "manageriale" e dei relativi modelli gestionali in ambito sanitario. In linea con la Pubblica Amministrazione, il SSN è stato oggetto di una diffusa razionalizzazione, prima con il processo di regionalizzazione e quindi con l'aziendalizzazione; l'aumentata autonomia dei decisori, sfidati alla riduzione delle spese sanitarie e al contestuale incremento della qualità dei servizi, ha quindi spinto l'introduzione di soluzioni manageriali tipiche del settore privato, quale la strategia di outsourcing.


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