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Mal di schiena fare subito una lastra non serve

24 febbraio 2009

24 febbraio 2009

Nei casi di mal di schiena, la migliore strategia e' avere pazienza ed osservare, insieme al medico di famiglia, come il mal di schiena evolve e valutare man mano cosa fare.

Nei casi di mal di schiena, la migliore strategia è avere pazienza ed osservare, insieme al medico di famiglia, come il mal di schiena evolve e valutare man mano cosa fare.

Lo abbiamo già detto in un articolo sulla lombalgia, pubblicato su Test Salute 72: la strategia dell'attesa (cioè, osservazione dell'evolversi dei sintomi ed eventuali cure conservative) permette in buona parte dei casi di sciatica di ottenere un recupero soddisfacente e di risparmiarsi un inutile intervento chirurgico.

Esami: meglio aspettare
Il principio dell'attesa vale anche per il ricorso agli esami diagnostici strumentali, cioè lastre, risonanza magnetica e TAC nei casi di mal di schiena senza segni di complicazioni.

In questi casi, gli esami strumentali non sono affatto utili in prima battuta, perché non favoriscono un recupero del paziente. Anzi, sono solo dispendiosi per il singolo e per la società, ma anche rischiosi, perché sottopongono il paziente a inutili irradiazioni e fanno scoprire anomalie anatomiche che non sono necessariamente legate al mal di schiena del paziente, ma che saranno poi motivo di inutile preoccupazione (le anomalie anatomiche, infatti, sono molto diffuse tra gli individui, anche tra chi non ha segno di mal di schiena, e quindi la correlazione tra mal di schiena e anomalie anatomiche riscontrate con l'esame è debole).

I risultati di uno studio
A confermare questo principio è giunto uno studio da poco pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, che prende in rassegna tutti gli studi di buona qualità pubblicati fino ad oggi, che confrontano due strategie: eseguire subito un esame strumentale (radiografia, risonanza magnetica o TAC), per capire la probabile origine del mal di schiena e decidere che trattamento fare, oppure non eseguire alcun esame diagnostico in prima battuta ma osservare l'evoluzione del mal di schiena e decidere in conseguenza dell'evolversi della sintomatologia, ricorrendo solo a cure conservative.

I risultati di questo studio indicano che nessuna delle due strategie è superiore all'altra in termini di recupero di funzionalità e diminuzione del dolore (ma anche per altri parametri come qualità della vita e miglioramento percepito) sia nel breve termine (3 mesi) che nel medio lungo termine (6-12) mesi.

Spesa e raggi inutili
Ciò vuol dire che è non ha nessuna utilità sottoporsi urgentemente a un esame strumentale per cercare una causa oggettiva del proprio dolore alla schiena, anche se lo facciamo solo per placare le nostre ansie

Nei casi di mal di schiena in assenza di campanelli di allarme per condizioni più serie, fare subito una lastra, una RM o una TAC non ci dice sempre la vera ragione del nostro male, ma soprattutto non favorisce un nostro futuro recupero in termini di dolore e funzionamento. Non richiedendola ci risparmiano una dose di raggi X, una spesa per l'esame e anche il rischio di un intervento che non risolve il nostro problema.


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