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Mal di testa, i consigli per affrontarlo

11 settembre 2017
mal di testa

11 settembre 2017

Spesso rassegnarti e sopportare il dolore non è la scelta giusta. Il mal di testa si può curare, anche con terapie non convenzionali come l’agopuntura.

Ti capita spesso di soffrire di mal di testa? Sappi che non sei il solo. Per gestire questo disturbo, piuttosto diffuso (colpisce il 12% della popolazione, soprattutto le donne in età fertile), serve una diagnosi precisa e un programma terapeutico personalizzato, spesso frutto di diverse strategie: i farmaci da soli non sono l’unica soluzione vincente, anche se sono considerati l’intervento di prima scelta nella prevenzione dell’emicrania.

Cefalea ed emicrania

Va precisato, però, che non esistono due casi di emicrania uguali tra loro, quindi la stessa terapia può avere successo con un paziente e risultare inefficace con un altro. Anche perché esistono diverse forme di mal di testa che spesso vengono anche sottovalutate. Spesso si convive con le crisi, anche ricorrenti, pensando che non serva andare dal dottore e che basti prendere qualche antidolorifico. Un atteggiamento che, nel lungo periodo, può peggiorare la situazione: l’abuso di antidolorifici può essere di per sé causa di mal di testa.

La prima cosa da fare è capire di quale mal di testa si tratta.

  • Cefalea muscolotensiva, è quella più comune. Si tratta di un dolore che interessa tutta la testa abbinato a un senso di compressione. In genere non è molto intenso e può migliorare con il movimento fisico. Possono comparire anche altri sintomi, come insofferenza verso i rumori o la luce e nausea.
  • Emicrania: è un mal di testa caratterizzato da dolore pulsante, spesso localizzato in un lato della testa, che peggiora con il movimento ed è accompagnato da altri sintomi come stanchezza, ipersensibilità alla luce, lacrimazione, nausea e vomito. Gli attacchi durano da poche ore a vari giorni e possono essere molto invalidanti. In alcuni casi, il dolore è preceduto dalla cosiddetta aura, un insieme di disturbi visivi (annebbiamento, zig-zag luminosi, scomparsa di parte del campo visivo), che durano da pochi minuti a un’ora.

È utile compilare un diario del mal di testa, perché la propria storia personale aiuta il medico a ricostruire la frequenza, la durata, l’intensità degli attacchi e il consumo di analgesici. Il diario è importante anche per stabilire se ci sono fattori che scatenano le crisi ed è utile, una volta impostata la terapia, per controllarne l’efficacia nel tempo. Lo specialista, il neurologo, oltre a prescrivere farmaci mirati, cercherà di individuare nella vita del paziente quali sono gli eventuali comportamenti che è consigliabile evitare. I sintomi e la frequenza degli attacchi si possono infatti controllare con i farmaci, ma anche modificando alcune abitudini. È accertato, infatti, che l’emicrania può essere scatenata da numerosi fattori.

  • I cambiamenti ormonali (è frequente nel periodo mestruale).
  • Lo stress.
  • Il sonno (dormire molto o poco).
  • Alcuni alimenti (tra i più noti: cioccolato, alcol, alcuni additivi alimentari, formaggi stagionati).

Per questo, chi soffre del disturbo dovrebbe tenere a mente alcune semplici, ma importanti regole di comportamento, come cercare di andare a dormire a orari regolari ed evitare i cibi sospetti.

 

Terapia complementare

Diversi studi clinici sull’agopuntura hanno dato risultati interessanti nella prevenzione dell’emicrania. Secondo alcuni di questi, i pazienti che non hanno avuto beneficio dai farmaci grazie all’agopuntura hanno invece avuto meno attacchi e ridotto il consumo di medicinali. È vero, però, che una correlazione precisa tra i punti su cui interviene l’agopuntura e l’efficacia del trattamento non è del tutto dimostrata (l’efficacia è simile agendo su punti diversi). In ogni caso in Gran Bretagna, il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) ha raccomandato l’agopuntura (10 sedute in 5-8 settimane) come trattamento nella cura dell’emicrania quando i farmaci si sono dimostrati inefficaci.

La terapia più adatta

Il medico nel prescrivere deve tenere conto di quanto l’emicrania è invalidante, della frequenza delle crisi e della gravità dei sintomi. Ecco i principali farmaci usati per trattare la fase acuta. Se gli attacchi sono molto frequenti, il medico potrà prescrivere anche una terapia preventiva, in prima battuta di solito basata su farmaci della famiglia dei betabloccanti (antiipertensivi) o triciclici (antidepressivi).

  • Analgesici e antinfiammatori: per affrontare il dolore da emicrania i farmaci di prima scelta sono gli antidolorifici. Gli antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti Fans) e il paracetamolo sono di provata efficacia, a condizione che siano assunti non appena compaiono i sintomi.
  • Triptani: se gli antidolorifici non bastano, sono necessari farmaci specifici per l’emicrania. I più diffusi sono i triptani (almotriptan, sumatriptan e zolmitriptan), controindicati in caso di problemi cardiaci e cerebrovascolari. Possono interferire con alcuni farmaci antidepressivi.
  • Ergotamine: sono vasocostrittori con seri effetti avversi. Sono a volte combinati alla caffeina (Cafergot), che ne favorisce l’assorbimento.

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