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Malaria: cos'è, come si prende, come si cura

06 settembre 2017
malaria

06 settembre 2017
Un recente caso ha riacceso i riflettori sulla malaria, ma non è vero tutto quel che si dice. In primis il contagio da uomo a uomo non esiste: viene infatti trasmessa solo con la puntura di una zanzare infetta. Ecco tutto quello che è bene sapere su questa malattia.

Pochi giorni fa una bimba è morta di malaria, contraendo la malattia in Italia, senza essere stata in zone a rischio. Una tragedia che ha riacceso il dibattito su questa malattia e aperto polemiche, a volte poco fondate. Prima di fare supposizioni sulle cause del contagio, approfondiamo il tema malaria: cos'è, come si prende, quali sono i sintomi e come si cura.

Cos'è la malaria?

La “Mal aria” così definita in seguito alla credenza che venisse contratta dai miasmi malsani delle acque stagnanti delle paludi è una grave malattia causata da un protozoo, il Plasmodium (non è un batterio e non è un virus) trasmesso all’uomo dalle zanzare del genere Anopheles. La specie di plasmodio predominante è il Plasmodium falciparum.

Come si prende?

La malaria si contrae in seguito alla puntura della femmina della zanzara Anopheles (e non da uomo a uomo), dopo che questa si è a sua volta infettata succhiando il sangue di un soggetto con la malattia. Prima che l’Anofele diventi infettante, il plasmodio deve compiere un ciclo di sviluppo all’interno della zanzara stessa, che può durare da qualche giorno a qualche settimana, a seconda della specie del plasmodio e soprattutto della temperatura ambientale. La zanzara del tipo Anopheles che non è presente in Italia. Arriva da noi “importata” da viaggiatori di ritorno da paesi a rischio, ad esempio nei bagagli dei viaggiatori, o attraverso materiale scaricato dai voli commerciali

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono differenti (mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e tremori) e compaiono in linea di massima da 7 a 14 giorni dopo la puntura da parte della zanzara infetta. Almeno inizialmente, in alcuni casi può sembrare una banale infezione, ma comunque è sempre accompagnata da febbre elevata. Se hai recentemente viaggiato in una delle zone a rischio, presta attenzione anche a sintomi che possono sembrare banali.

È una malattia curabile?

Una diagnosi accurata e precoce è la chiave per gestire in modo efficace la malattia. Una rapida risposta si ottiene con i farmaci di più recente sviluppo (tra questi i derivati della artemisina, una sostanza estratta dalla Artemisia annua, e l'associazione atovaquone+proguanil). Questi composti vengono usati in associazione con i farmaci già noti come meflochina o doxiciclina. Sul fronte vaccini, la ricerca non ne ha ancora prodotto uno efficace.

Cosa devo fare se vado in una zona a rischio?

Se hai programmato un viaggio nelle zone a rischio, ricordati di prendere precazionie. L’uso di zanzariere trattate con insetticidi e trattamenti con farmaci antimalarici, infatti, può ridurre in maniera significativa l’incidenza della malattia nelle zone endemiche, sia tra i bambini, sia tra le donne in gravidanza, che rappresentano la popolazione più fragile e vulnerabile. Esiste, secondo il Ministero della Salute, una profilassi idonea e sul nostro sito Diritti in Salute le informazioni per pianificare un adeguato piano vaccinale.

Quanto è diffusa la malaria?

Negli ultimi anni la diffusione della malaria nel mondo è stata notevolmente ridotta grazie all'attuazione di programmi di lotta e controllo da parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Tuttavia nell'ultimo rapporto sulla situazione mondiale della malaria, vengono riportati 95 paesi ancora con endemia malarica, con 214 milioni di casi e 438 mila decessi (World Malaria Report, dicembre 2015). L'Italia importa in media 637 casi di malaria l'anno da paesi dove la malattia è endemica. I casi di malattia che si verificano in Italia sono legati soprattutto ai viaggi turistici e ai flussi migratori. In più del 50% dei casi ad "esportare" la malaria sono paesi dell'Africa occidentale.


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