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Menopausa senza ormoni meno rischi per il seno

24 febbraio 2009

24 febbraio 2009

Sulle nostre pagine ormai lo avete letto tante volte, somministrare gli ormoni in menopausa puo' essere utile, ma solo rispettando due precise condizioni: dosi minime e per il tempo effettivamente necessario. Questa deve essere la giusta prescrizione della terapia ormonale sostitutiva, conosciuta dagli addetti ai lavori come Tos.

Sulle nostre pagine ormai lo avete letto tante volte, somministrare gli ormoni in menopausa può essere utile, ma solo rispettando due precise condizioni: dosi minime e per il tempo effettivamente necessario. Questa deve essere la giusta prescrizione della terapia ormonale sostitutiva, conosciuta dagli addetti ai lavori come Tos. Altra condizione è che la terapia a base di ormoni sia consigliata solo in caso di menopausa precoce, per il controllo di quei fastidiosi sintomi che a volte si associano all'arrivo della nuova stagione femminile (come le vampate di calore, la sudorazione, disturbi del sonno e secchezza vaginale), e solo quando sono veramente importanti. In buona sostanza non è opportuno utilizzare la terapia ormonale a scopo preventivo, per esempio contro le fratture dovute all'osteoporosi.

Queste restrizioni hanno lo scopo preciso di arginare i rischi legati alla somministrazione di estrogeni e progestinici, ormai ben noti: aumento dei casi di tumore, infarto e ictus.

Due recenti studi americani vanno proprio in questa direzione e ancora una volta confermano che ci vuole estrema prudenza nei riguardi della terapia ormonale sostitutiva.

Gli studiosi hanno messo in relazione l'andamento delle diagnosi di tumore al seno con l'assunzione degli ormoni previsti dalla Tos. In conclusione è emerso che il rischio di cancro al seno associato alla Tos diminuisce rapidamente con l'interruzione del trattamento ormonale. In particolare, lo studio ha dimostrato che nel gruppo che assumeva gli ormoni il numero di diagnosi di tumore al seno è aumentato nel tempo, per diminuire in maniera significativa dopo l'interruzione della terapia. Anche nel secondo studio l'incidenza di tumore, che all'inizio dell'osservazione era doppia nel gruppo che assumeva la terapia, è rapidamente calata nell'arco di due anni, al diminuire delle dosi di ormoni. Le analisi statistiche hanno tenuto conto della frequenza a cui le donne si sottoponevano alla mammografia, per evitare che i risultati ottenuti (e cioè il minor numero di casi di tumore) dipendesse dal fatto che, banalmente, facendo meno controlli si scoprissero meno tumori.


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