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Noduli tiroidei

01 agosto 2010
noduli

01 agosto 2010

Non danno alcun fastidio, tanto che spesso si scoprono durante accertamenti mirati a tutt'altro. I noduli tiroidei sono generalmente innocui e vanno solo sorvegliati insieme al medico.

Seguire l'evoluzione del nodulo
Si possono anche presentare come masserelle visibili a occhio nudo, localizzate nella parte anteriore del collo: ma spesso non si vedono neanche, anche se magari si sentono alla palpazione. Il primo consiglio, se capita di trovarne uno, è non allarmarsi: si tratta di un fenomeno molto frequente, che di per sé non rappresenta una malattia.

  • Questo non significa, però, che la presenza di un nodulo tiroideo debba essere semplicemente dimenticata. Al contrario, l'atteggiamento consigliabile è seguirne con attenzione l'evoluzione, in stretta collaborazione con il proprio medico di famiglia, che è la prima persona cui rivolgersi se si riscontra un ingrossamento mai notato prima nell'area del collo (come in qualsiasi parte del corpo).
  • Benché i dati non siano univoci, si calcola che noduli tiroidei siano presenti nel 5-7% della popolazione (a seconda della zona del mondo in cui si vive). Sono quattro volte più frequenti nelle donne.

Dai follicoli tiroidei
Il tessuto della tiroide è formato da un insieme di piccole strutture cave, dette "follicoli tiroidei": queste cavità contengono l'ormone, immagazzinato per essere immesso nel sangue quando l'organismo ne ha bisogno.

Dai follicoli possono formarsi uno o più noduli tiroidei, per diversi motivi. I fattori che ne determinano lo sviluppo sono complessi e poco conosciuti: anomalie genetiche, infiammazioni locali, carenza di iodio…

Spesso non servono terapie
Una volta escluso che il nodulo sia maligno, per decidere come proseguire bisogna tenere conto di numerosi fattori: se dà sintomi, se aumenta di dimensioni e con quale velocità, se è iperfunzionante e incide sull'equilibrio ormonale.

  • Nella maggior parte dei casi non serve alcuna terapia: è sufficiente controllare regolarmente nel tempo il nodulo, per valutare un'eventuale tendenza a ingrandirsi. Normalmente, i noduli benigni hanno un'evoluzione lenta e due-tre su dieci si riducono da soli. Il controllo, da concordare con il medico, consiste in visite periodiche e in un'ecografia a cadenza variabile.
  • L'asportazione chirurgica di un nodulo benigno ha senso solo nei pochi casi in cui il nodulo dà problemi, per esempio alla deglutizione. Oggi cominciano a diffondersi tecniche di chirurgia mininvasiva, che sfruttano le fibre ottiche per operare in endoscopia.


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