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Omicron 5, salgono i contagi. Cosa sapere

Tornano a salire i contagi da Covid. Responsabile di questa nuova ondata è Omicron 5, l’ennesima sottovariante del virus che ci accompagna da più di due anni. Più contagiosa ed evasiva delle sorelle che l’hanno preceduta, non sembra però essere più pericolosa anche grazie alla copertura dei vaccini che ne mitigano l’aggressività. Il consiglio? Non abbassare troppo la guardia e continuare a usare le mascherine nei luoghi chiusi, anche se non sono più obbligatorie.

  • di
  • Simona Ovadia
22 giugno 2022
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  • Simona Ovadia
bigliettino con scritto Omicron5

Anche in Italia, come in Portogallo e in altri Paesi europei, il virus ha ricominciato a correre. La nuova ondata estiva è dovuta, qui come altrove, alla diffusione della sottovariante Omicron 5 che, secondo l’ultima rilevazione rapida dell’Istituto superiore di sanità (7 giugno) nel nostro Paese rappresentava il 23,1% del totale dei campioni positivi sequenziati ma che oggi è già considerata prevalente (sopra il 50%).

La malattia resta meno grave di quella causata dal virus originale

Sempre secondo l’Iss attualmente, non c’è evidenza che le infezioni causate da Omicron 5 siano associate ad un’aumentata gravità delle manifestazioni cliniche rispetto a quelle causate dalle sottovarianti di Omicron precendenti. Lo dimostra anche il dato sul tasso di occupazione dei posti letto in ospedale che, sebbene cresca all’aumentare dei contagi, rimane comunque molto al di sotto della soglia considerata critica.

Una recente revisione degli studi ha confermato ciò che si sta osservando da diverso tempo e cioè che le infezioni da Omicron sono significativamente meno gravi di quelle causate da Delta e dalle altre varianti precedenti. L'incidenza di ospedalizzazione è significativamente più bassa. Nelle infezioni da Omicron sono stati osservati anche una degenza ospedaliera sostanzialmente più breve e un tasso di mortalità inferiore.

I sintomi? Alle alte vie respiratorie

La caratteristica principale riscontrata nelle infezioni causate dalla sottovariante omicron 5 è il forte raffreddore e il mal di gola , meno frequenti nelle infezioni causate dalle precedenti sottovarianti. Il virus sembra colpire preferibilmente le alte vie respiratorie senza scendere nei polmoni . C’è una minore incidenza dei disturbi di gusto e olfatto. La febbre può essere elevata e accompagnata da dolori muscolari e alle articolazioni, come nell’influenza. È sempre presente anche un’estrema debolezza.

Antinfiammatori come prima scelta

La stragrande maggioranza delle persone che si ammalano adesso non hanno bisogno di cure ospedaliere. Le cure domiciliari prevedono l’uso di antinfiammatori e paracetamolo per alleviare i sintomi. Le persone considerate più a rischio come diabetici, cardiopatici o immunodepressi, possono ricorrere anche agli antivirali: sarà il medico di famiglia che valuterà la situazione e li prescriverà quando necessari.

Le reinfezioni sono diffuse

Secondo uno studio recentemente pubblicato sul British Medical Journal le persone infettate dalla variante Omicron mostrano una scarsa immunità contro una futura infezione da Covid. Questo potrebbe spiegare perché le infezioni ripetute sono state una caratteristica comune delle ondate causate da Omicron, anche tra le persone che sono state vaccinate con tre dosi. I ricercatori, tuttavia, hanno sottolineato che la vaccinazione rimane fondamentale, perché si conferma la sua efficacia protettiva contro le forme gravi e la morte per Covid. Tuttavia ancora non si sa quale potrebbe essere l'impatto sulla salute a lungo termine di molteplici reinfezioni, incluso il long Covid.

Quali precauzioni adottare

Per quanto riguarda l’estate non bisogna abbassare troppo la guardia, usando le mascherine nei luoghi chiusi e con le persone fragili anche se non sono più strettamente obbligatorie. Rimane valida l’indicazione ministeriale di procedere alla quarta dose di vaccino per le persone che hanno compiuto o superato gli 80 anni di età, per gli ospiti delle Rsa e per coloro i quali siano inseriti nelle categorie a rischio e abbiano un’età compresa tra i 60 e i 79 anni.