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Rapporto medico paziente

01 ottobre 2010
medico paziente

01 ottobre 2010

La nostra inchiesta sul rapporto tra medico e paziente dimostra che i pazienti insoddisfatti sono troppi: che troppi non si sentono ascoltati, né accettati, né sperimentano di condividere le scelte terapeutiche. Una situazione che incide negativamente anche sull'efficacia delle cure.

Relazione da migliorare
La salute, infatti, si fonda sempre di più su un corretto stile di vita e valide misure di prevenzione. Chi va dal medico solo quando proprio è diventato indispensabile mostra di trascurare questa realtà. E non sono pochi, ma ben il 79 % di chi ha risposto al nostro questionario. Un dato che, anche da solo, dimostra quanto ci sia da lavorare per migliorare la percezione dell'importanza del medico di base. E di avere una valida relazione con lui.

Serve una buona comunicazione
È dimostrato, d'altra parte, che le persone che durante l'incontro con il medico si sentono libere di chiedere, parlano apertamente e vengono coinvolte nelle scelte terapeutiche, riescono insomma ad avere una buona comunicazione con il dottore, riceveranno una diagnosi più accurata, meno esami da fare e seguiranno la cura in modo più corretto e preciso. Tradotto: avranno maggiori probabilità di successo nella cura.

In quasi i tre quarti delle risposte si è sottolineato inoltre che un buon medico è quello che offre diverse possibilità di terapia, diverse opportunità tra le quali si può scegliere insieme.

Dall'inchiesta emerge anche che la comunicazione è leggermente migliore quando il dottore è una donna, se si è entrambi dello stesso genere, della stessa nazionalità o se il medico segue anche un approccio alternativo (come omeopatia o agopuntura).

Un atteggiamento paternalistico
La nostra indagine registra che alla base della soddisfazione del paziente sia nei confronti del dottore, sia nei confronti della cura prescritta e della sua efficacia, c'è il modo in cui il medico si presenta e gestisce il rapporto con noi. Oggi in un caso su tre il medico ha un atteggiamento paternalistico nei confronti del paziente: troppo decisionale e che non incentiva l'autonomia di chi ha di fronte.

L'impegno dei medici
Da parte dei medici ci vuole uno sforzo maggiore. Da incoraggiare con corsi di formazione, incentivi per chi svolge nel modo migliore la professione, controlli rigorosi sul rispetto dei doveri verso il paziente (per esempio reperibilità telefonica agli orari previsti), campagne informative. Nel nostro Paese il ricorso al medico di base deve essere incentivato. Figura professionale fondamentale, non deve essere considerato un passivo prescrittore di farmaci ed esami, ma un protagonista attivo del nostro percorso per mantenere o ritrovare la salute.


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