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Responsabilità medica e mediazione delle controversie

25 febbraio 2011

25 febbraio 2011

Viviana Trombini - Avvocato

La conflittualità nel rapporto medico e paziente ha pesanti riflessi negativi: per i malati sono rabbia, angoscia, associazionismo difensivo e, per i medici, solitudine, chiusura e una pratica clinica "difensiva". La mediazione trasformativa dei conflitti è in grado di riaprire il dialogo tra le parti. Saprà fare altrettanto il modello di conciliazione tratteggiato dal decreto?

L'articolo esamina le differenze esistenti tra la procedura di conciliazione introdotta dal decreto legislativo n. 28/10 e quella di mediazione; l'aver utilizzato nel decreto il termine mediazione, definendola come una fase della procedura che porta alla conciliazione, crea confusione tra i destinatari delle procedure e anche un po' di sconcerto tra chi ha praticato tecniche di mediazione per la gestione dei conflitti in famiglia, nella scuola, nella sanità e nel sociale.

Da molti anni, infatti, nella dottrina e nella prassi, è consolidato il ricorso ai due distinti termini per indicare due procedure diverse tra loro; la conciliazione per raggiungere accordi più efficaci e rispettosi degli interessi delle parti, in materia commerciale o laddove vi siano interessi economici, la mediazione più adeguata ad affrontare quelle situazioni in cui il conflitto, e la controversia che ne è espressione, sono espressione di difficoltà relazionali, e proprio da incomprensioni (con sé stessi o con gli altri) vengono alimentate. Vengono quindi esaminate la natura e le ragioni della crescente conflittualità in materia sanitaria e le autrici, grazie all'esperienza decennale da loro maturata sul campo con l'associazione Me.Dia.Re, danno conto di come la procedura di mediazione trasformativa, grazie all'ascolto, all'attenzione dei vissuti delle parti, alla capacità di generare reciproci riconoscimenti, sia idonea a ricostruire un terreno di fiducia tra i confliggenti, sola base per il raggiungimento di accordi duraturi e per la ricostruzione di una relazione su basi nuove.

La particolare natura della relazione tra medico e paziente, dalla quale è difficile prescindere, viene esaminata nella sua complessità e vengono approfondite le cause dei tanti sentimenti che sono spesso all'origine dell'esplosione delle controversie in questa materia. Da questa prospettiva diviene più facile per il lettore comprendere come sia opportuno dedicare spazi di maggiore riflessione al tema e maggiore attenzione alle persone quando si tratta di gestire un contenzioso, perché l'obiettivo non è il raggiungimento di un accordo economico ma il miglioramento di un rapporto, nell'interesse dell' intera classe medica e di tutti noi, malati o provvisoriamente sani.


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