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Salute dei denti

01 giugno 2010
salute dei denti

01 giugno 2010

Cos'è la carie? Quante volte al giorno bisogna spazzolare i denti? Conoscete le malattie della bocca più diffuse? E, soprattutto, sapete come prevenirle? Se volete testare le vostre conoscenze in materia di igiene orale potete rispondere al nostro quiz online.

La carie
La carie è una malattia dei denti, che dipende da diversi fattori. I principali sono la presenza di batteri (in particolare Streptococco mutans e Lattobacillo), un'alimentazione ricca di zuccheri e amidi e la suscettibilità individuale, cioè le caratteristiche di ciascuno di noi. Colpisce preferibilmente bambini e adolescenti, ma anche gli adulti possono soffrirne, soprattutto a causa della alimentazione scorretta. Parlare di batteri, in questo contesto, significa parlare di "placca batterica", una pellicola che si forma costantemente e si organizza nella bocca, aderendo alle superfici dei denti. Ogni volta che mangiamo o beviamo zuccheri e amidi (carboidrati, cioè anche cibi tipo pane, pasta, riso...) i batteri li metabolizzano, producendo sostanze acide che, se mantenute a lungo sul dente, distruggono lo smalto e danno inizio alla formazione della carie.

La saliva è in grado di tamponare e contrastare l'effetto degli acidi, ma ci impiega un certo numero di minuti (30-60) per neutralizzarli. Nel frattempo, gli acidi cominciano a danneggiare il dente: fenomeno peggiorato, quindi, da un frequente consumo di cibi ricchi di zuccheri. Per prevenire la carie bisogna consumare pochi cibi dolci e usare spazzolino e dentifricio. Il fluoro, presente ormai in tutti i prodotti per la pulizia dei denti, è in grado di rafforzare lo smalto, in modo da renderlo meno aggredibile dagli acidi prodotti dalla placca.

Sintomi dolorosi
La carie, quando è al suo inizio, cioè quando interessa solo lo smalto e I primi strati di dentina (vedi disegno a pagina 17) non dà alcun sintomo. Se il dente fa male, vuol dire che ha raggiunto la polpa o è andata così in profondità da causare un buco o la frattura di parte del dente. Meglio non aspettare questo momento per intervenire.

La cura
Il rimedio classico, quando il danno non è molto profondo, è l'otturazione del dente. Attualmente si utilizzano resine composite, che hanno una buona resistenza, con il vantaggio (a differenza delle otturazioni che si usavano in passato), che non sono visibili e danno un buon risultato anche dal punto di vista estetico. Se, invece, il processo carioso ha raggiunto la polpa (la zona più interna del dente che contiene vasi e nervi), bisogna procedere alla devitalizzazione e alla rimozione dei tessuti infetti e alla successiva applicazione di una corona. Un intervento molto più invasivo e costoso: da prevenire con controlli regolari, prima che appaiano sintomi.


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