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Sanitagrave risk management e assicurazione

01 marzo 2009

01 marzo 2009

Elio Marchetti - Presidente Associazione Risk Management Sanità - Onlus

Nel recente passato le compagnie che operano nell'assicurazione sanitaria si sono ridotte di numero e hanno ristretto l'operatività delle loro polizze, generando il sospetto di collusione e producendo difficoltà alle aziende sanitarie. La risposta di queste ultime si è orientata soprattutto alla riduzione dei costi a breve, mentre sono state scarse le iniziative per aumentare l'efficacia e l'efficienza nella gestione del contenzioso con gli utenti. Questa pericolosa impostazione può essere superata solo se verrà adottata un'effettiva gestione dei rischi. Il risk management rappresenta un importante passo in tale direzione.

Nell'ultimo decennio il mercato assicurativo della responsabilità civile delle aziende sanitarie e dei loro operatori è stato sistematicamente in crisi. Gli assicuratori hanno rifiutato di sottoscrivere contratti adeguati al profilo di rischio di tale attività e, anzi, hanno adottato politiche restrittive nell'interpretazione giuridica dei contratti. Ciò nonostante, anche in presenza di contratti con evidenti limitazioni normative e/o finanziarie, nelle gare europee indette per l'aggiudicazione dei servizi assicurativi vi sono state scarse partecipazioni da parte degli assicuratori, sintomo di difficoltà evidenti a sottoscrivere i rischi.

La parti si sono lanciate reciproche accuse di scarsa trasparenza:

  • le aziende sostengono che gli assicuratori, nel presentare le statistiche relative ai periodi contrattuali trascorsi, sovrastimino i costi attesi dal contenzioso giudiziario in atto, scoraggiando i potenziali competitori
  • gli assicuratori sostengono che le aziende effettuano un monitoraggio insufficiente del contenzioso e sono scarsamente propense a collaborare con gli assicuratori nell'attivare misure di prevenzione degli errori.
Aldilà del dibattito, si riscontra un'evidente inefficacia gestionale dei rapporti tra gli attori del mercato, che non hanno saputo rispondere alle mutato rapporto del cittadino con il servizio sanitario, divenuto via via più conflittuale.

Vi sono state risposte istituzionali, sia con interventi normativi volti ad attivare politiche di gestione dei rischi (risk management) sia con la creazione di corsi specialistici per la formazione di esperti di questa disciplina.

Tuttavia, la scarsa esperienza specifica nel settore sanitario rende difficoltosa l'attuazione di efficaci misure di risk management e favorisce iniziative estemporanee che non permettono, attualmente, di riscontrare culture ed approcci omogenei al problema, col risultato di mantenere scarsità d'offerta di servizi assicurativi. La mappatura dei rischi, quale processo conoscitivo (prioritario per qualsiasi politica di gestione dei rischi) condiviso tra sistema sanitario e mercato assicurativo potrebbe attivare un circolo virtuoso, tendente a migliorare il servizio ai cittadini e a rendere più efficiente il ricorso al mercato assicurativo.