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Sanita e federalismo fiscale

09 aprile 2009

09 aprile 2009

Maria Flavia Ambrosanio - Scienza delle Finanze - Università Cattolica di Milano

Questo contributo illustra l'evoluzione della spesa sanitaria a livello regionale e i principali fattori che l'hanno determinata, e le differenze, talvolta anche profonde, che si registrano tra le regioni. Esamina, infine, i problemi legati al suo finanziamento, dagli anni '80 ai nostri giorni, indicando i nodi che dovrà sciogliere la recente "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione".

Il dibattito sul federalismo fiscale, in particolare sull'attuazione dell'art. 119 del nuovo Titolo V della Costituzione, ha di recente ripreso vigore, in seguito alla presentazione del disegno di legge n. 1117 "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione", appena approvato dal Senato. Se si considera che la sanità è la principale funzione che svolgono le regioni (assorbe in media il 75-80% dei bilanci regionali), non sorprende che la discussione sul federalismo fiscale si intrecci con il dibattito sull'organizzazione ed il finanziamento dell'offerta dei servizi sanitari. Questo contributo si apre illustrando, sia pure a grandi linee, l'evoluzione della spesa sanitaria in una prospettiva di lungo periodo, mettendone in luce la tendenza alla crescita nella maggior parte dei paesi sviluppati e dando un'idea dei principali fattori che l'hanno determinata. Si sofferma poi sulle differenze, talvolta anche profonde, che si registrano tra le regioni, in termini di spesa pro capite, di costo e di produzione dei servizi sanitari. Affronta infine i problemi legati ai meccanismi di finanziamento della spesa sanitaria, dagli anni '80 ai nostri giorni. Nel nostro paese, a differenza di quanto suggerisce la teoria del federalismo fiscale, il decentramento delle funzioni di spesa non è stato accompagnato da un parallelo processo di attribuzione di autonomia finanziaria agli enti decentrati. Le disposizioni dell'art. 119 del nuovo Titolo V della Costituzione restano ancora inattuate e il nodo della questione riguarda principalmente le fonti di finanziamento che saranno attribuite ai diversi livelli di governo decentrati (regioni, province, comuni) e il grado di perequazione tra le aree del paese, in altri termini il grado di uniformità o differenziazione nell'offerta di servizi ai cittadini. Il Disegno di legge delega traccia le linee guida per il futuro assetto in senso federalista del nostro paese, per rinnovare le modalità di finanziamento dell'attività delle regioni, in modo particolare dalla sanità, ma lascia aperti tanti problemi di non facile soluzione. Sembra di capire che la strada da percorrere è ancora lunga e irta di ostacoli.


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