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Sigaretta elettronica FumOk: denunciamo la pubblicità ingannevole

23 gennaio 2013
sigaretta elettronica

23 gennaio 2013

È boom delle sigarette elettroniche. Pur essendo ancora incerta la loro efficacia per smettere di fumare e la loro sicurezza d’uso, spuntano pubblicità che spingono sull’acceleratore. Come quella di FumOk, che abbiamo segnalato al Garante.

Denunciato lo spot

“Smetti, smetti… con FumOk, anno nuovo vita nuova. E fumi ok dove ti pare, come un principe”. Lo dice, questo sì, un principe vero, Emanuele Filiberto di Savoia, testimonial della campagna pubblicitaria di una delle numerose sigarette elettroniche che stanno invadendo il mercato nell’ultimo periodo. Peccato che in questa battuta e in altre che seguono nello spot si affermino concetti che sono lungi dall’essere certi, inducendo il consumatore a credere in affermazioni non solo non confermate, ma su cui si nutrono ancora molti dubbi. Per questo, abbiamo segnalato la pubblicità di FumOk all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Fumi dove ti pare? Non proprio
Nello spot in questione, che tra l’altro si svolge in un ristorante, si insiste sul fatto che la sigaretta elettronica possa essere usata dappertutto in barba ai divieti previsti dalla legge antifumo. Sebbene la norma in questione non vieti espressamente l’uso della sigaretta elettronica nei locali pubblici, le due più grandi aziende di trasporto italiane, Alitalia e Trenitalia, e alcuni comuni - il primo è stato Lomazzo - stanno espressamente vietando l’uso di questi congegni nei propri locali (treni, aerei, ma anche scuole, asili e uffici pubblici). E molti bar e ristoranti chiedono alla loro clientela di rispettare comunque il divieto, per non rischiare di dare fastidio ai non fumatori anche solo con l’emissione del vapore (che spesso è aromatizzato). L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda comunque l’adozione delle stesse restrizioni usate per ridurre il fumo convenzionale, e la sua opinione non passerà inosservata.

Smetti? Tutto da dimostrare
Il messaggio generale che si vuole far arrivare al consumatore con questo spot è che passando alla sigaretta elettronica si può smettere di fumare e che usando la sigaretta elettronica FumOk si possono avere benefici per la salute “più benessere, più fiato”, mentre nulla di tutto ciò è ancora stato dimostrato in maniera certa. I dati sulla loro efficacia nell’indurre a smettere il fumo tradizionale sono ancora troppo scarsi per poter affermare che questi dispositivi sono la panacea al vizio del fumo, sebbene alcuni studi, soprattutto quelli condotti raccogliendo le testimonianze di su chi le ha usate, siano promettenti. E, sebbene siano certamente meno tossiche delle sigarette tradizionali, non sembrano essere completamente innocue.

Non tossiche come le tradizionali, ma sicurezza da stabilire

Nella sigaretta elettronica non avviene combustione di tabacco: quello che si aspira è un vapore ottenuto dal riscaldamento del liquido contenuto in apposite cartucce, composto da ingredienti come glicerina, glicole propilenico, acqua, aromi ed eventualmente nicotina (a diverse concentrazioni). Il vapore prodotto imita consistenza e sensazioni del fumare tradizionale, senza essere altrettanto tossico, e veicola la nicotina nell’organismo.
Nonostante queste sostanze siano utilizzate da tempo in campo cosmetico e farmaceutico, alcuni aspetti del loro utilizzo nella sigaretta elettronica, cioè il fatto di essere inalate, l’uso prolungato e in dosi anche elevate, sono ancora un terreno da esplorare.
I dispositivi sono troppo nuovi per conoscerne gli eventuali effetti indesiderati a lungo termine sul sistema respiratorio, sebbene ci sia stato un unico studio che ha rilevato una restrizione della funzionalità delle vie aeree dopo uso di sigaretta elettronica.
Gli utilizzatori hanno segnalato, invece, alcuni effetti indesiderati a breve termine, come secchezza della bocca, irritazione di bocca e gola, mal di gola, tosse secca, nausea e una sensazione di testa leggera. Questi effetti sono imputabili a vari fattori, per esempio alla quantità di umettante (il glicole propilenico) o al dosaggio di nicotina utilizzato, ma anche all’uso protratto del dispositivo o alla necessità di fare pratica prima di riuscire ad aspirare in modo adeguato dalla sigaretta elettronica.

L’Istituto superiore di sanità frena
Mentre i rischi del fumo di tabacco sono ben noti, i rischi legati all’adozione e alla diffusione delle sigarette elettroniche non lo sono. A questo riguardo l’Istituto superiore di sanità sottolinea alcuni rischi potenziali, come la possibilità di assumere dosi di nicotina oltre il livello accettabile giornaliero per i quali non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute e di sviluppare o perpetuare una dipendenza dalla nicotina.
La sigaretta elettronica, infatti, potrebbe favorire l’abitudine  al fumo (anche se non di tabacco) perché consente di fumare dove di norma è proibito, ampliando le occasioni per fare qualche tiro. Inoltre potrebbe essere fumata per un tempo superiore a quello di una sigaretta tradizionale, che si consuma in un tempo relativamente breve e la minor percezione dei rischi per la salute toglie quel timore che costituisce un limite alle pause-sigaretta che di norma ci si concede.