News

Sigaretta elettronica Ovale segnalata all'Antitrust

05 giugno 2013
sigaretta elettronica ovale

05 giugno 2013

Dalle immagini alla scritta, tutto lascia intuire che fumare è come respirare vapore acqueo. Pur non dichiarandolo apertamente, è questo il messaggio che passa dalla pubblicità della sigaretta elettronica Ovale. Per questo l'abbiamo segnalata all’Antitrust. Il Consiglio superiore di sanità ha chiesto al Ministro di vietare l'uso delle sigarette nelle scuole e regole più certe per la pubblicità.

Due immagini, quella del vapore prodotto dall’acqua che bolle e dal ferro da stiro in funzione, e una scritta “Lo chiameresti fumo passivo?”. Più in basso una sigaretta elettronica, con il fumo che esce in evidenza. Pur non dichiarandolo apertamente, messe tutte insieme (immagini e scritta) lasciano intuire che fumare una sigaretta elettronica è come respirare vapore acqueo. Messaggio che trae in inganno il consumatore. Per questo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato la pubblicità della sigaretta elettronica Ovale, apparsa alcuni giorni fa su un quotidiano.

La pubblicità della sigaretta elettronica Ovale apparsa sul giornale

 

Le motivazioni della nostra segnalazione

Le sigarette elettroniche, contrariamente a quanto fa vedere la pubblicità, non hanno emissioni. Non bruciano come le normali sigarette e producono vapore solo quando il fumatore fa un tiro e inala il contenuto. Vapore, quest’ultimo, che non è assimilabile a quello acqueo: le sigarette elettroniche vaporizzano il contenuto delle cartucce di ricarica, che di solito contengono glicerolo, glicole propilenico, aromi, acqua e nicotina. Per quanto riguarda la scritta, poi, il fumo passivo prodotto dalle esalazioni dei fumatori “elettronici” non è assimilabile a quello della sigaretta tradizionale perché meno rischioso per la salute, ma non per questo è accostabile al vapore acqueo. Parlare di fumo passivo come fa la pubblicità, quindi, è uno stratagemma per convincere i consumatori che le sigarette elettroniche non fanno male: cosa che deve essere ancora dimostrata.

Per la pubblicità servono più regole

Per evitare di indurre le persone al fumo, anche il Consiglio superiore di sanità ha chiesto al Ministro che la pubblicità delle sigarette elettroniche contenenti nicotina venga regolamentata, suggerendo inoltre alcune indicazioni da inserire nelle etichette. Ha anche raccomandato che ne venga vietato l’uso nelle scuole, che continui il divieto di vendita ai minori di 18 anni, e che non siano utilizzate dalle donne in gravidanza o in allattamento.


Stampa Invia