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Sindrome da stanchezza cronica

01 aprile 2010
sindrome da stanchezza

01 aprile 2010

È una malattia molto invalidante, che colpisce di più le donne. Non esiste un test per diagnosticarla, né una cura. Si cerca di tenere a bada i sintomi.

Sempre stanchi
Come suggerisce il nome, questa malattia è accompagnata da uno stato di spossatezza incolmabile. Tuttavia non si tratta di uno sfinimento paragonabile a quello che arriva dopo una giornata o a una settimana di lavoro particolarmente intensa, oppure dopo una notte insonne o un evento stressante. È una stanchezza grave e invalidante, che condiziona pesantemente la vita lavorativa, sociale e affettiva di chi ne soffre. Un affaticamento che si traduce in un drammatico declino fisico e mentale, mai sperimentato prima, che non si risolve col riposo e si aggrava con l'esercizio e lo stress.

Diagnosi difficile
Purtroppo, quello della sindrome da stanchezza cronica - la sigla in inglese è Cfs, da Chronic Fatigue Syndrome - è uno dei casi più controversi in medicina, perché non solo non esiste un test diagnostico per identificarla, ma non sono noti nemmeno i fattori che la causano, né si conoscono i meccanismi biologici coinvolti. La diagnosi si basa esclusivamente sui sintomi riportati dal paziente e sull'esclusione di altre malattie che possono spiegare tali sintomi.

Quali disturbi?
La stanchezza persistente per almeno sei mesi è solo il sintomo principale tra quelli che caratterizzano questa sindrome.

Alla stanchezza si accompagnano disturbi simil-influenzali, come sensazione di malessere generale e febbre, brividi, mal di gola, dolori muscolari o articolari, mal di testa, problemi del sonno e della memoria, difficoltà a concentrarsi.

Una caratteristica molto distintiva della malattia è il malessere che segue l'esercizio fisico: gli sforzi sono quasi sempre mal tollerati e producono un netto deterioramento delle condizioni del paziente, che vede molti sintomi peggiorare nelle ore e nei giorni successivi allo sforzo. Nonostante questa malattia sia interessata da numerosi studi, i ricercatori non sono ancora arrivati a stabilire punti fermi praticamente su alcunché: non sul nome della sindrome, né sulla definizione medica da utilizzare a scopo di ricerca e diagnosi, tanto meno sulle terapie da adottare, che purtroppo rimangono largamente sperimentali.


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