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Sostenere chi cura

01 febbraio 2011
sostenere

01 febbraio 2011

Assistere un parente non più autosufficiente, per una malattia o per l’età, è un carico pesante, che può gravare sulle spalle dei figli, ma anche del coniuge o di altri congiunti. L’assistenza a un familiare che perde la capacità di accudire da solo a se stesso comporta un’immensa fatica emotiva, che, se viene trascurata o non riconosciuta, può portare a gravi situazioni di malessere psicofisico, tali da ostacolare o perfino impedire, nei casi peggiori, di continuare con l’assistenza.

Solitudine e fatica
Di fatto, sempre più spesso oggi si delinea una situazione di questo tipo: un adulto, più spesso una donna, già occupato dalle cure dei figli e frequentemente dal lavoro, si trova a dover assistere anche un genitore anziano, non necessariamente convivente, non più autosufficiente.
Alcuni dei problemi emotivi che più frequentemente emergono dalle testimonianze sono:
• Solitudine. Quasi tutte le testimonianze di chi assiste un genitore invalido fanno riferimento alla sensazione di ritrovarsi soli. Perché non si ha più il tempo materiale per incontri, ma anche perché è difficile raccontare le proprie esperienze e i propri vissuti: spesso si hanno sentimenti (colpa, rabbia, ribellione), che ci si vergogna di ammettere e tanto più di raccontare.
• Deteriorarsi della relazione. La relazione stessa con l’anziano può deteriorarsi, particolarmente, ma non solo, in caso di malattia mentale. Non di rado dalle testimonianze emerge anche il riaffiorare di vecchi conflitti, “conti in sospeso”  tra figlio e genitore.   
• Inversione dei ruoli. Non è facile accettare che il genitore possa essere diventato una sorta di bambino. Bisogna decidere al suo posto, prendersi la responsabilità di scegliere cure, eventuali ricoveri, magari anche se lui manifesta una volontà irragionevole.

I consigli per farcela
- Il primo dovere di chi assiste una persona non autosufficiente, non soltanto nei confronti di se stesso, ma anche e soprattutto del suo caro, è prendersi cura anche di sé, per cercare e trovare il sostegno necessario al suo difficile compito.
- Per quanto la persona non autosufficiente abbia bisogno di assistenza, è estremamente importante sforzarsi di mantenere degli spazi per se stessi e non rinunciare del tutto alle attività e alle abitudini importanti per il proprio benessere ed equilibrio complessivo.
- Attenzione ai pasti. Quando si è molto occupati è difficile ricordarsi di mangiare bene, ma proprio perché l’impegno è pesante, è importante nutrirsi in maniera appropriata.
- Attenzione al sonno: dormire bene è fondamentale per il benessere complessivo.
- Non esitate a consultare uno specialista non soltanto per problemi fisici (insonnia, mal di schiena, cattiva digestione...), ma anche per quelli emotivi: stress, ansia, depressione.

 


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