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Tariffe di terminazione mobile nelle TLC

08 aprile 2009

08 aprile 2009

Innocenzo Genna - Avvocato, specialista in regolamentazione e policy nel settore delle comunicazioni elettroniche dell'Unione europea

Le elevate tariffe di terminazione mobile hanno dato luogo ad un'asimmetria regolamentare grazie alla quale gli ex monopolisti della telefonia fissa si sono garantiti, a spese dei consumatori, il finanziamento delle loro reti mobili e, al contempo, hanno impedito un'efficace concorrenza nel fisso. Ora che la penetrazione delle reti mobili ha raggiunto livelli elevatissimi, questo meccanismo non ha più alcuna ragione di essere, va smantellato e in tal senso si muove la riforma del Commissario Reding.

In tempi recenti ha assunto crescente rilievo il dibattito circa le tariffe di terminazione su rete mobile ("MTR"), vale a dire il costo che un operatore di telecomunicazioni paga per instradare una comunicazione telefonica presso una rete mobile, al fine di permettere ai propri abbonati di chiamare un numero cellulare. Per quanto si tratti di un costo pagato da operatore a operatore, le MTR hanno un rilevante impatto anche per i consumatori, perché vengono normalmente ribaltate dagli operatori sulle tariffe al consumo. Non deve pertanto sorprendere che le tariffe MTR siano la principale causa dell'elevato costo delle telefonate da fisso a mobile. E' sufficiente fare il confronto con quelle tra telefoni fissi oppure VOIP: mentre le tariffe per questi ultimi ammontano a pochi centesimi o talvolta addirittura a zero, il prezzo delle chiamate verso i telefoni cellulari resta in media superiore ai 10 Eurocent.

Viene da chiedersi perché il costo industriale delle telefonate sia così diversamente influenzato dalla natura della rete di terminazione, se fissa o mobile (in media il rapporto è di 1 : 9). Certamente vi sono delle differenze che possono giustificare una maggiore onerosità della MTR rispetto alla terminazione su rete fissa (detta "FTR") che, tuttavia, non giustificano di per sè l'elevato valore assoluto delle MTR, nè lo squilibrio nei confronti delle FTR.

La ragione di tale importante differenziale tra MTR e FTR, e del conseguente sbilanciamento delle tariffe al consumo fisse e mobili, ha fondamenti storico-politici più che giustificazioni economiche. Con l'avvento delle reti mobili negli anni '90, le elevate MTR sono state concepite dai regolatori nazionali come un mezzo per incentivare l'installazione di una pluralità di reti mobili in concorrenza tra di loro (la c.d. platform competition). Tale logica industriale non è stata però applicata per le reti fisse, per le quali la platform competition è stata incoraggiata esclusivamente con strumenti regolamentari ma mai con incentivi economici.

Questa disparità di trattamento non è stata dovuta ad una lucida visione industriale. Invero, ha giocato un ruolo importante l'influenza degli incumbents sulla policy regolamentare di governi e regolatori.

La Commissione Europea ha ora deciso di intervenire in questo settore e, prendendo spunto dai pochi regolatori nazionali coraggiosi ha preparato una apposita raccomandazione indirizzata agli Stati membri. La raccomandazione si propone di ridurre drasticamente le MTR entro il 2012 (il 2014 in casi eccezionali). Si tratta di una iniziativa di grande importanza a cui potrà seguire un sostanziale beneficio per i consumatori e la concorrenza nelle tlc, a condizione, però, che i regolatori nazionali si adeguino prontamente ai criteri fissati dalla Commissione.


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