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Tumore alla prostata niente screening per favore

15 giugno 2010
tumore alla prostata screening

15 giugno 2010

I ministeri della Salute e delle Pari Opportunità hanno promosso una campagna per la prevenzione del tumore della prostata che lascia perplessi persino i medici. Lo screening in questo caso è inutile se non dannoso.

Slogan da criticare
Lo slogan invita gli uomini over 50 ad andare dal medico per farsi controllare la prostata. Strano suggerimento, visto che non esiste nessun mezzo per prevenire un eventuale tumore. E non esistono test di screening validi per trovarlo prima che si sviluppino i sintomi. Per questo, tredici importanti società scientifiche di medicina generale ed epidemiologia hanno chiesto, con una lettera indirizzata ai due ministri la sospensione della campagna. Si teme che questa iniziativa porti molti uomini a fare un test, quello della Psa, che la ricerca ha bocciato come strumento di screening per chi non ha sintomi.

Più danni che benefici
Il test del Psa misura il livello di una proteina nel sangue (antigene prostatico specifico), che può aumentare in caso di tumore della prostata.
Ma il suo livello è alto anche in situazioni non legate a tumore, come nel caso di infiammazione della prostata o ingrossamento.

Questo fa sì che molti pazienti siano inutilmente allarmati e sottoposti ad esami d'approfondimento invasivi, come la biopsia, per verificare la presenza del tumore. Inoltre, nonostante il tumore della prostata sia il primo per diffusione tra gli uomini, in molti casi evolve così lentamente che non da sintomi, non danneggia la salute né porta a morte il paziente.

Scovare questi tumori silenti con il test del Psa non offre alcun beneficio ed espone al rischio di operare e curare inutilmente centinaia di persone sane. E anche con le migliori terapie e tecniche chirurgiche, rimuovere la prostata espone ad un rischio considerevole di impotenza sessuale ed incontinenza urinaria.

La conferma viene dalla ricerca
Due grandi studi scientifici molto attesi, uno statunitense e l'altro europeo, sono di recente arrivati a conclusioni contrastanti: solo il secondo ha rilevato un effetto benefico del test nella prevenzione delle morti per tumore alla prostata.

L'effetto però è così modesto che non giustifica il numero elevato di falsi allarmi e di persone che vengono operate o curate inutilmente per tumori silenti. Si è calcolato che per ogni vita salvata, 1400 uomini devono essere testati con il Psa per nove anni di seguito e alla fine altre 47 saranno state operate o sottoposte a radioterapia o terapia farmacologica, con tutti i rischi connessi, senza averne un beneficio. Un esponente illustre dell'American Cancer Society è arrivato a sintetizzare che "è 50 volte più probabile vedere la propria vita rovinata dal test che salvata".

Pentito anche lo scopritore del Psa
Lo stesso scopritore, Richard Ablin, ha sostenuto di recente sulle pagine del New York Times che "la popolarità del test ha condotto ad un disastro sanitario"negli Usa e che il test "è appena più efficace del tirare una monetina". La colpa, secondo il ricercatore, è nella continua campagna pubblicitaria di medici e lobby che traggono profitti dall'esecuzione dei test.
Questa diffusione del PSA ha fatto sì che negli ultimi vent'anni l'incidenza di tumore della prostata sia aumentata vertiginosamente nei paesi che lo usano, a fronte di una riduzione della mortalità irrisoria.


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