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Ebola: tutto quello che c'è da sapere

14 ottobre 2014
ebola

14 ottobre 2014

L'Oganizzazione Mondiale della Sanità ha decretato lo stato di emergenza internazionale per la recente epidemia di Ebola. Nel nostro Paese (e in generale in Europa) il rischio di contagio rimane basso: ma come si trasmette il virus, quali sono i sintomi e quali misure di prevenzione sono state adottate?

Quasi 7.500 casi tra sospetti e confermati e oltre 3.400 vittime. È l’epidemia più devastante dalla prima comparsa del virus, nel 1976. Stiamo parlando della nuova infezione da virus Ebola. Ha avuto inizio nella Guinea-Conacri a dicembre 2013 e si è diffusa in Liberia, Sierra Leone e Nigeria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di proclamare lo stato di emergenza per la sanità pubblica internazionale. Per contenere il rischio di contagio, ha chiesto un’azione coordinata a livello globale e ha emanato una serie di raccomandazioni da seguire. Non sono proibiti i viaggi nelle aeree interessate o gli scambi commerciali, ma si raccomanda ai cittadini di spostarsi solo in situazioni di estrema necessità e di chiedere subito un consulto medico in caso di esposizione al virus o nel caso in cui si manifestino i sintomi della malattia.

Rischio di contagio basso in Italia

Nessun pericolo per il nostro Paese. Nonostante il caso di contagio dell'infermiera spagnola, il rischio di trasmissione in Europa e in Italia resta molto basso, sia in relazione alle misure di prevenzione attuate (informazione e sensibilizzazione dei viaggiatori e degli operatori sanitari) sia per le capacità di risposta dei sistemi sanitari, adeguate ad individuare eventuali casi e a isolarli. Risposte perfettamente messe in atto anche grazie all’aiuto di partner come le autorità aeroportuali e portuali. Per tutti gli aggiornamenti è possibile consultare il sito del Ministero della Salute.

Modalità di trasmissione e sintomi

Il contagio del virus Ebola avviene attraverso contatto diretto con i fluidi corporei di persone infette (saliva, sangue, feci, vomito e liquido seminale). L'infezione può verificarsi anche in caso di ferite della pelle o delle mucose di una persona sana che entra in contatto con oggetti contaminati da fluidi infetti di un paziente con Ebola, quali vestiti e biancheria da letto sporchi dei fluidi infetti o aghi usati. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione.  È anche esclusa la trasmissione per via aerea, attraverso il cibo o l’acqua.

La malattia ha un periodo di incubazione che varia da 2 a 21 giorni. Gli uomini, guariti dalla malattia, possono ancora trasmettere il virus a partner attraverso lo sperma, per un massimo di sette settimane dopo la guarigione. Per questo motivo è importante per gli uomini evitare rapporti sessuali per almeno sette settimane dopo la guarigione oppure indossare il preservativo nei rapporti sessuali durante le sette settimane. In genere il virus provoca febbre emorragica, con sintomi come febbre improvvisa e molto alta, malessere generale, dolori diffusi (emicrania, mal di gola, senso di pesantezza al petto, dolori addominali e muscolari) macchie sulla pelle, nausea, vomito, diarrea e emorragie (non legate a traumi). L’infezione da malattia da virus Ebola può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

Non esiste una cura

Ancora non si è trovata una antidoto per il virus Ebola. Dopo i primi sintomi (dolori, stanchezza e febbre alta) segue una fase di diarrea, vomito, eruzioni cutanee e insufficienza renale ed epatica. In alcuni casi, si possono manifestare emorragie interne ed esterne. In situazioni di contagio,  il tasso di mortalità delle persone infette arriva fino al 90%. I trattamenti medici possibili sono di aiuto e spaziano dall' idratazione del malato, al mantenimento dei livelli di ossigeno nel sangue, al controllo della pressione arteriosa e al trattamento delle complicazioni dovute all’infezione. Esistono altresì delle cure sperimentali, che ancora non sono state oggetto di studi clinici riconosciuti, il cui impiego desta non poche remore. Ma la gravità dell’attuale contagio ha portato l’OMS a considerare etico anche il ricorso a questi trattamenti. 

Raccomandazioni per i viaggiatori

Sono già state attivate alcune procedure di controllo in Africa Occidentale, come la quarantena, il monitoraggio attivo dei casi e il controllo rinforzato alle frontiere. Se hai intenzione di viaggiare in uno dei paesi interessati dal contagio ecco alcuni semplici consigli:

  • Segui le regole basilari di igiene: lavare le mani con frequenza, dato che il virus  è facilmente eliminabile tramite l’azione del sapone, della candeggina e della luce solare (sopravvive poco tempo infatti nelle superfici esposte al sole).
  • Evita di restare a contatto con persone sospettate di contagio o che abbiano avuto conferma della malattia. Una regola che va applicata anche ai cadaveri, prima e dopo le cerimonie funebri.
  • Non toccare nessun materiale o oggetto  che sia stato utilizzato nel trattamento di persone infette.
  • Non entrare in contatto con animali selvaggi, vivi o morti (scimmie, pipistrelli, antilopi e altri) e non mangiare la loro carne.
  • Cuoci bene gli alimenti di origine animale (carne e latte) prima di consumarli. Il raffreddamento o il congelamento non rendono il virus inattivo.
  • Contatta immediatamente un medico se si dovessero manifestare alcuni dei sintomi.
  • Durante il viaggio (aereo o marittimo) informa subito l’equipaggio se avverti malessere diffuso.
Controlla il tuo stato di salute nei 21 giorni successivi al rientro in Italia e, in caso di necessità, non esitare a rivolgerti al personale sanitario per  descrivere la sintomatologia.

 


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