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Il rischio cardiovascolare

29 novembre 2013
rischio cardiovascolare

29 novembre 2013

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità e invalidità in Italia. Fumo, pressione alta, colesterolo alto, diabete, obesità, oltre alla familiarità per infarto e ictus sono tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

Come proteggere il cuore

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità e invalidità in Italia. Fumo, pressione alta, colesterolo alto, diabete, obesità, oltre alla familiarità per infarto e ictus sono tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. L'influenza di ciascun fattore può variare a seconda del sesso e dell'età ed è la combinazione dei vari fattori a determinare il rischio di ogni persona. Oggi infatti gli esperti parlano di rischio cardiovascolare globale.

 

È il medico di famiglia la persona più adatta con cui confrontarsi per stimare il proprio livello di rischio cardiovascolare e mettere a punto strategie per ridurlo, se necessario. Ma ciascuno può anche iniziare a valutarlo da sé, utilizzando il Calcolatore del rischio cardiovascolare basato sulle Carte del rischio cardiovascolare dell'Istituto Superiore di Sanità (vedi il Programma "Guadagnare salute"). Il calcolatore prende in considerazione i maggiori responsabili del rischio cardiovascolare (sesso, età, presenza di diabete, abitudine al fumo, pressione massima, colesterolo totale) per stimare la probabilità di andare incontro, in un prossimo futuro, a un evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio, ictus). Poiché alcuni dei fattori di rischio sono modificabili (prima di tutto il fumo, ma anche la pressione massima e il colesterolo totale), il calcolatore permette anche di quantificare la variazione del proprio rischio al modificarsi di uno o più fattori.

C'è inoltre la possibilità di valutare come cambia il proprio rischio considerando altri fattori, come il sovrappeso, il colesterolo HDL e la sedentarietà, che esercitano a loro volta un influsso sullo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Infine utili consigli su come adottare uno stile di vita più consono si trovano nel paragrafo Le buone abitudini davvero efficaci.

Il calcolatore

Il calcolatore prende in considerazione i maggiori responsabili del rischio cardiovascolare (sesso, età, presenza di diabete, abitudine al fumo, pressione massima, colesterolo totale) per stimare la probabilità di andare incontro, in un prossimo futuro, a un evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio, ictus). Poiché alcuni dei fattori di rischio sono modificabili (prima di tutto il fumo, ma anche la pressione massima e il colesterolo totale), il calcolatore permette anche di quantificare la variazione del proprio rischio al modificarsi di uno o più fattori.

C'è inoltre la possibilità di valutare come cambia il proprio rischio considerando altri fattori, come il sovrappeso, il colesterolo HDL e la sedentarietà, che esercitano a loro volta un influsso sullo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Calcola il tuo rischio cardiovascolare

Cos'è la pressione arteriosa e come misurarla
La pressione alta nei paesi di lingua inglese viene chiamata "il killer silenzioso". Il più delle volte infatti la pressione si mantiene alta anche per tempi lunghi provocando danni sul cuore e sulle arterie senza dare sintomi. L'unico modo per sapere se la propria pressione è regolare è misurarla ogni tanto.

La pressione arteriosa, comunemente detta pressione sanguigna, è una misura della forza con cui il sangue viene pompato dal cuore nel circolo arterioso, cioè contro le pareti delle arterie. L'ipertensione, o pressione alta, si sviluppa quando le pareti delle arterie di grosso calibro perdono la loro elasticità naturale e diventano rigide e i vasi sanguigni più piccoli si restringono. Se il circolo è meno elastico, il cuore deve pompare contro una resistenza più elevata: ecco quindi perché a un aumento di pressione corrisponde una maggior fatica del cuore.

La pressione arteriosa si misura in millimetri di mercurio (mmHg). Il suo valore è dato da due numeri: il primo si chiama pressione sistolica (detta comunemente "massima"), il secondo pressione diastolica (detta comunemente "minima"). Il medico sente questi due valori appoggiando il fonendoscopio sull'arteria del braccio e stringendo il manicotto dell'apposito strumento chiamato sfigmomanometro. Esistono anche apparecchi automatici in grado di misurare la pressione arteriosa al polso o al braccio.

La pressione arteriosa sistolica è la più alta e si riferisce al momento in cui il cuore si contrae e pompa il sangue nelle arterie.

La pressione arteriosa diastolica è la più bassa e si riferisce al momento in cui il cuore si rilascia tra una contrazione e l'altra per riempirsi di sangue. In un soggetto sano e con un valore della pressione arteriosa nella norma non c'è un'indicazione precisa su ogni quanto conviene misurarla: è bene pertanto attenersi a quanto consigliato proprio medico di famiglia. Per chi è in terapia con farmaci antipertensivi, il controllo della pressione all'inizio deve essere frequente: il medico può così controllare che la terapia funzioni. Poi via via i controlli diventano più rari (è il medico a stabilire la periodicità). Il medico usa uno strumento più preciso, per cui è consigliabile farsela misurare da lui. E' anche possibile rivolgersi alla farmacia o misurarla presso il proprio domicilio mediante l'impiego di strumenti validati. Il rischio, avendo lo strumento a casa, è che la misurazione della pressione diventi un'ossessione quotidiana. I valori pressori riscontrati a casa vanno trascritti e riportati al proprio medico di famiglia: in nessun caso bisogna modificarsi da soli il dosaggio dei farmaci antipertensivi.

  • Eseguite la misurazione in un luogo tranquillo, stando seduti in posizione rilassata.
  • Evitate di misurare la pressione dopo aver fatto il bagno, dopo aver fumato, dopo aver mangiato, dopo aver assunto bevande alcoliche o dopo lo svolgimento di un'attività fisica, perché tutte queste attività possono influire sul valore di base.
  • Muovetevi il meno possibile e non parlate durante la misurazione. Sedetevi tenendo la schiena diritta e rilassatevi; non incrociate o accavallate le gambe e non chinatevi in avanti; togliete capi di abbigliamento o gioielli che stringano il braccio; mettete il braccio sul tavolo in modo tale che il bracciale si trovi all'incirca allo stesso livello del cuore. Applicate il bracciale nella posizione indicata dal manuale d'uso dell'apparecchio che state utilizzando e procedete con la misurazione seguendo le istruzioni. Il bracciale deve essere di dimensioni corrette e deve essere sgonfiato lentamente.
La pressione generalmente varia nei diversi momenti della giornata (scende di notte, è più alta al risveglio). Aumenta in caso di sollecitazioni fisiche o emotive e normalmente aumenta con l'età (perché i vasi sanguigni perdono la loro elasticità). Tende a salire anche dopo l'assunzione di alcune bevande (contenenti caffeina), alcuni alimenti (come la liquirizia, per esempio), subito dopo mangiato, con il freddo.

 

Non c'è un momento della giornata più indicato per misurare la pressione, per avere un'idea della variabilità si può anche cambiare orario tenendo magari un diario dei valori riscontrati nei diversi momenti della giornata.
Quando il medico consiglia di monitorare la pressione arteriosa, questa dovrebbe invece essere misurata tutti i giorni alla stessa ora.

Per avere un'idea della propria pressione è meglio non fare riferimento a una sola misurazione. Andrebbero effettuate almeno 2 misurazioni distanziate l'una dall'altra di qualche minuto per lasciare che passi la congestione sanguigna che si crea nel braccio durante la prima misurazione.

La prima volta che il medico misura la pressione generalmente lo fa in entrambe le braccia, a distanza di qualche minuto.

 

In condizioni normali, tra un braccio e l'altro si riscontra spesso una differenza lieve, ma in alcuni soggetti la differenza può essere più marcata ed è bene che questo venga rilevato durante la prima misurazione. Una volta appurato che non c'è grande differenza tra le due braccia, nelle visite successive basterà la misurazione su un solo braccio.

La misurazione può essere eseguita sia al braccio destro sia al braccio sinistro, ma è consigliabile utilizzare sempre lo stesso braccio.

Attenzione!
Auto-misurazione significa controllo, non diagnosi né trattamento. I valori insoliti devono sempre essere discussi con il proprio medico. In nessuna circostanza si devono modificare i dosaggi di qualsiasi farmaco prescritto dal medico senza il suo parere.

Le buone abitudini
Ecco un elenco delle buone abitudini che davvero aiutano a prevenire l'ipertensione nei soggetti normotesi e contribuiscono a mantenerla sotto controllo in coloro che già ne soffrono. Non si tratta di semplici consigli di buon senso, ma di comportamenti che hanno realmente dimostrato, grazie ad accurati studi clinici, il loro effetto benefico sull'ipertensione e sul rischio cardiovascolare collegato.

 

  • Praticare un' attività fisica regolare e adeguata al proprio stato di salute, per almeno 30 minuti al giorno, iniziando in modo graduale e privilegiando attività aerobiche moderate come la camminata a passo svelto o il nuoto;
  • seguire una dieta povera di grassi saturi e colesterolo limitando il consumo di carne, in particolare rossa, dei salumi e dei formaggi e cercando di evitare il consumo di cibi fritti o conditi a base di burro, lardo o strutto e privilegiare il pesce, i legumi e soprattutto la frutta e la verdura;
  • ridurre il contenuto di sale nella propria alimentazione. Andrebbero evitati alimenti molto salati (salumi, alimenti preconfezionati e precotti) e andrebbe ridotto l'uso del sale quando si cucina e quello aggiunto a tavola;
  • smettere di fumare: il fumo è un importante fattore di rischio cardiovascolare;
  • ridurre il consumo di alcol;
  • perdere il peso in eccesso. Anche una perdita di peso modesta è importante, soprattutto nelle persone obese.