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Visite mediche fiscali per dipendenti pubblici: le novità

Dal 13 gennaio ci sono nuove regole per le visite mediche fiscali per dipendenti pubblici. Ecco le novità su orari, giorni di reperibilità e categorie esenti, per evitare brutte sorprese.

12 gennaio 2018
12 gennaio 2018
visite mediche fiscali

Sei un dipendente pubblico che necessita qualche giorno di malattia? Attenzione alle novità che a partire dal 13 gennaio riguardano le visite mediche fiscali proprio per i dipendenti del settore pubblico: rispondiamo a tutte le domande più frequenti per aiutarti a non sbagliare.

Hai dubbi sulla visita fiscale, i certificati medici e i doveri del medico di famiglia? Ecco tutto quello che devi sapere.

Quando può essere mandata la visita fiscale?

Fin dal primo giorno di malattia.

Il datore di lavoro pubblico può richiedere all’INPS la visita domiciliare in qualunque momento, anche con cadenza sistematica e ripetitiva.

Può richiederla dal primo giorno di assenza dal servizio, anche in prossimità di un giorno non lavorativo o festivo. Il datore di lavoro pubblico lo richiede in forma telematica direttamente all’INPS, ma l’Ente può mandare il medico anche di sua iniziativa.

Quali sono le fasce di reperibilità?

Le regole non cambiano. I dipendenti pubblici possono ricevere la visita fiscale nelle solite fasce: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

Per i dipendenti privati, invece, le fasce sono più permissive e vanno dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19.

L’obbligo di reperibilità è ovviamente previsto anche per i giorni non lavorativi e festivi (quindi anche per il giorno di Natale, Capodanno, Pasqua, le feste patronali) e per i giorni di riposo.

Chi è esentato dall’obbligo di reperibilità?

Gli unici dipendenti pubblici a essere esentati dal rispetto delle fasce di reperibilità sono coloro che presentino:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattie per cui è riconosciuta la causa di servizio, facenti riferimento a lesioni e infermità comprese tra le prime tre categorie della Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, oppure a patologie che rientrano nella tabella E dello stesso decreto;
  • stati patologici connessi a una situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Solo in questi casi i dipendenti pubblici possono risultare non reperibili presso il proprio domicilio durante gli orari previsti per le visite fiscali.

Al contrario, l’infortunio sul lavoro non è invece più presente nell’elenco delle circostanze che esentano dall’obbligo. Gli infortunati sul lavoro dovranno quindi rispettare anch’essi le fasce di reperibilità. Lo stesso vale per gli statali con un’invalidità riconosciuta, ma inferiore ai due terzi, che saranno tenuti al rispetto delle fasce di reperibilità come previsto per i dipendenti del settore privato.

Cosa succede se il medico del lavoro non trova il dipendente a casa?

Se il dipendente risulta assente all’indirizzo di reperibilità fornito, l’assenza viene immediatamente comunicata al datore di lavoro. Il medico fiscale rilascia quindi un invito a presentarsi a una visita ambulatoriale nel primo giorno utile presso l'Ufficio medico legale dell'INPS. Le modalità di consegna dell’invito sono decise dall’INPS. Eventuali variazioni dell’indirizzo a cui si è reperibili durante il periodo della prognosi devono essere comunicate preventivamente dal dipendente all’amministrazione pubblica di riferimento, che a sua volta lo comunica all’INPS.

Si può contestare l’esito della visita del medico dell’INPS?

Il dipendente pubblico può contestare la valutazione del medico dell’INPS, ma deve esprimere il suo dissenso seduta stante. Il medico deve infatti annotare il dissenso nel verbale che manderà all’INPS e che sarà reso disponibile in modo tempestivo al datore di lavoro sul portale dell’Istituto. Il verbale sarà reso accessibile al lavoratore per via telematica, mediante servizio predisposto dall’INPS.

Il dissenso deve essere sottoscritto dal dipendente, il quale viene contestualmente invitato a sottoporsi a una visita fiscale nel primo giorno utile presso l’Ufficio Medico Legale dell’INPS competente per territorio. Se il dissenso non viene firmato, il dipendente pubblico verrà invitato a sottoporsi a una visita ambulatoriale con modalità stabilite dall’INPS.

Si può tornare al lavoro prima della scadenza del certificato medico?

In caso di guarigione anticipata rispetto a quanto preventivato dal primo certificato medico, per poter tornare al lavoro prima del previsto, il dipendente statale dovrà richiedere obbligatoriamente un certificato sostitutivo rilasciato dallo stesso medico che ha redatto il primo. In caso di assenza o impedimento del medico, il nuovo certificato può essere rilasciato da un medico differente.


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