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Epatite C: i generici si possono acquistare all'estero

05 aprile 2017
farmaco epatite c

05 aprile 2017
Il Ministero della Salute apre all’importazione di farmaci dall’estero per ragioni economiche, solo per uso personale e dietro richiesta del medico. Una speranza in più per i pazienti affetti da epatite C coinvolti in una vicenda scandalosa, che Altroconsumo ha denunciato all’Antitrust. Ecco tutti i dettagli della vicenda e le modalità per importare il farmaco dall’estero.

Farmaci venduti a prezzi esorbitanti: la denuncia di Altroconsumo

Via libera all'import "fai da te" dei farmaci innovativi (tra cui quello per l'epatite C). Il ministro alla Salute, Lorenzin, lo scorso 23 marzo ha emanato una circolare che permette a chi non rientra nei parametri per ricevere il farmaco anti epatite c tramite il Servizio sanitario nazionale, di comprarlo direttamente all’estero a prezzi contenuti. La circolare chiarisce anche modalità e requisiti per importare per uso personale farmaci autorizzati in paesi esteri, ma non sul territorio nazionale. Una procedura, questa, già prevista da tempo e attivabile dai medici per i loro pazienti qualora non fosse disponibile nelle farmacie italiane una valida alternativa terapeutica. Nei nuovi chiarimenti, il Ministro allarga la possibilità di importare dall'estero quei farmaci che, pur essendo disponibili in Italia, risultino di fatto inaccessibili ai pazienti perché il loro costo è eccessivamente oneroso o perché il Servizio sanitario nazionale ne ha ristretto la prescrizione a carico dello Stato per motivi di contenimento della spesa.

Si tratta di una buona notizia per tutti i pazienti, ma è solo il primo passo verso il riconoscimento dei diritti dei maliti a potersi curare. Questa misura, infatti, è stata presa appositamente per rispondere allo scandalo dei nuovi farmaci per l'epatite C, razionati dal Servizio sanitario nazionale per pure ragioni economiche. Farmaci, questi, troppo costosi per lo Stato, che dal 2015 ne ha concesso la prescrizione ai soli casi più gravi, secondo precisi criteri di accesso al trattamento. Una modalità che ha condannato molti pazienti a veder peggiorare la propria salute per poter ricevere un trattamento potenzialmente curativo, oppure a scappare in India dove il generico è disponibile a basso costo nelle farmacie. Resta comunque inaccettabile che i farmaci utili siano ancora a carico dei cittadini. Aifa deve infatti continuare a lavorare per trattare con le aziende prezzi sostenibili sui nuovi farmaci, affinché prezzi troppo elevati non creino un ostacolo alle cure.

In tutto questo, merito va dato ad Altroconsumo che ha denunciato all’Antitrust il colosso farmaceutico americano che ha chiesto all'Agenzia italiana del farmaco prezzi stratosferici per il Sovaldi, il primo dei nuovi farmaci contro l’epatite C. Prezzi totalmente scollegati dagli investimenti fatti per mettere in commercio il medicinale. Gilead – questo il nome dell’azienda - voleva arricchirsi in fretta nel periodo di monopolio sulla nuova molecola (sofosbuvir), sapendo che presto sarebbero arrivati farmaci concorrenti. Una strategia commerciale che ha lasciato senza cure migliaia di pazienti e indotto molti ad andare ad acquistare la terapia a prezzi più bassi all’estero, soprattutto in India. Gilead ha abusato della sua posizione dominante? A stabilirlo sarà l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, alla quale Altroconsumo si è rivolta.

Scarica l’articolo che svela i retroscena della vicenda.