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Ansia e depressione, quando parlarne può aiutare

03 ottobre 2022
Ansia e depressione

Hanno un impatto fortissimo sulla qualità della vita, che ricade sugli affetti e sul lavoro. Ammettere di soffrirne è già di per sé difficile ma isolarsi è la cosa peggiore. Eppure si può controllare.

Il tema è tornato alla ribalta in seguito a un episodio Grande Fratello VIP ma è un argomento molto serio. Ansia e depressione vanno affrontati con attenzione e con le opportune cure.

Secondo i più recenti dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo oltre 300 milioni di persone soffrono di depressione, e molti di questi manifestano anche sintomi di ansia. Problemi molto diffusi, quindi, di cui però si parla ancora troppo poco, e solo un terzo di coloro che ne soffrono riescono ad arrivare a una diagnosi e a ottenere una terapia appropriata. In Italia si stima che sulla popolazione compresa tra i 18 e i 65 anni il 6,3% abbia o abbia avuto problematiche relative a depressione o ansia, con variabilità a livello di sesso, età, stato civile, livello di istruzione e ovviamente difficoltà economico o lavorative.

La lunga pandemia, inoltre, non ha contribuito a migliorare la situazione.

Come riconoscere segni e sintomi

La depressione di rilievo clinico non è l'essere giu di morale, quello è solo un segno e nemmeno l'unico. La depressione porta con sè un insieme di sintomi che vanno dai problemi della sfera del sonno a quelli relativi all'appetito, passando per la difficoltà nel regolare le emozioni. E naturalmente i disturbi d'ansia.
Per arrivare a una diagnosi di depressione di ordine clinico, diversi sintomi devono presentarsi insieme per un periodo di almeno qualche settimana e devono essere tali da limitare la persona nelle sue attività quotidiane.

La sensazione che più spesso si accompagna a questi disturbi è il senso di colpa, la convinzione di essere sbagliati, di mancare di qualcosa come il coraggio e la forza d'animo che tutti gli altri intorno sembrano avere. Così, spesso si vivono gli episodi depressivi e i disturbi d'ansia, in una solitudine che si può fare più profonda mano a mano che i sintomi peggiorano, rendendo più difficile l'interazione con gli altri e continuare ad avere una "vita normale".  

Qual è l'impatto sulla vita quotidiana

Non sempre chi è affetto da questi disturbi ne è realmente consapevole. Questo è quanto emerso da una nostra inchiesta (in epoca pre-covid) su un campione di popolazione italiana, sottoposta a un questionario formulato sia da quesiti standard che da domande sul proprio stato soggettivo.
Per il 47% degli intervistati l'impatto di queste patologie sulla qualità della vita è stato molto forte. Il 72% dei quali sostiene che ne ha compromesso le funzionalità sul lavoro come nella vita familiare e sociale.

Grazie ai questionari, uno tra i primi risultati ottenuto è che i disturbi sono fortemente correlati tra loro. In secondo luogo, la variabile più associata a un alto indice di ansia e depressione è quella delle difficoltà economiche. I più sereni sono coloro che dichiarano di avere una situazione economica "confortevole" e hanno più  di 60 anni. 
È emersa inoltre una forte associazione tra depressione e ansia con il fumo e il consumo di alcolici.

ansia e depressiuoni infografica inchiesta Altroconsumo

Ansia, depressione e Covid

I lunghi mesi della pandemia di Covid hanno prodotto notevoli ricadute sulla salute mentale. Nel primo anno di poandemia, secondo un documento pubblicato a marzo 2022 dall'’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la diffusione globale di ansia e depressione è aumentata del 25%. Lo stress causato dall'isolamento sociale ha portato all'aumento del disagio mentale. La solitudine insieme alla paura dell’infezione, alla sofferenza e alla paura della morte per i propri cari e la propria, così come il dolore dopo il lutto e le preoccupazioni finanziarie sono stati fattori di stress che hanno portato a questa situazione.

Cosa possiamo fare concretamente?

Chi ha già avuto un episodio depressivo può imparare a riconoscere eventuali peggioramenti e anticipare un  nuovo episodio ricorrendo per tempo ai giusti strumenti terapeutici. La psicoterapia può essere un aiuto: il governo ha stanziato finanziamento per un "bonus psicologo" con un contributo di 600 euro a persona per sostenerne le spese. Comunque è preferibile mantenere stili di vita sani insieme a una buona rete socio-relazionale.

La verità è che esiste una predisposizione e che noi tutti abbiamo una diversa soglia di vulnerabilità ma nella maggior parte degli episodi si guarisce tornando alla propria normalità.