Speciali

Le cure all'estero

27 giugno 2017
Le cure all'estero

27 giugno 2017
Se sono in viaggio all'estero e ho bisogno di cure mediche, cosa devo fare? E se invece ho bisogno di cure di altissima specializzazione non disponibili in Italia, ho diritto a qualche rimborso?

Le cure all'estero in caso di bisogno

Quando si è al di fuori dell’Italia, i cittadini italiani hanno una copertura sanitaria che varia a seconda del paese in cui soggiornano. Per questo motivo, in determinate situazioni, l’accesso all’assistenza sanitaria sarà garantito in modo gratuito (o rimborsato in un secondo momento), mentre in altre circostanze la spesa per l'assistenza ricadrà interamente sul cittadino. Ecco i diversi casi.

Il diritto a ricevere assistenza sanitaria in un paese estero e la scelta della documentazione da portare con sé in viaggio, variano a seconda del paese di destinazione e del motivo del viaggio.

Se ci si trova all’estero per una vacanza:

  • in tutti gli Stati dell’Unione Europea, nell’area EFTA (Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e in quegli stati extra-Ue con cui l’Italia ha stipulato delle convenzioni, presentando la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) o il certificato sostitutivo provvisorio, il cittadino italiano ha diritto a ricevere l’assistenza sanitaria di cui necessita. In questo modo, la tessera permette di accedere ai servizi sanitari pubblici (cioè all’interno di strutture pubbliche o private convenzionate) del Paese in cui si trova, con lo stesso trattamento che riceverebbero i suoi residenti. Quindi, se la legislazione del Paese estero prevede il pagamento di un ticket per alcune prestazioni, anche il cittadino italiano dovrà pagarlo. Se per qualsiasi ragione non è stato possibile utilizzare la TEAM o il certificato sostitutivo provvisorio, o è stato richiesto di pagare le prestazioni, è possibile chiedere il rimborso alla propria Asl di residenza ricordandosi di conservare le ricevute e l’eventuale documentazione sanitaria. La tessera TEAM non permette invece di richiedere il trasferimento gratuito nel Paese di origine nel caso di grave trauma o malattia. Per questi casi è necessaria una copertura assicurativa aggiuntiva.
  • Nei Paesi extra-Ue con cui l’Italia non ha stipulato alcun tipo di convenzioni, il cittadino è costretto a pagare per intero la prestazione sanitaria ricevuta. È esclusa anche la copertura delle prestazioni di pronto soccorso, quindi è consigliabile procurarsi, prima della partenza, un’assicurazione sanitaria privata. Prima di partire, si raccomanda di visitare il portale del Ministero della Salute dove poter ottenere tutte le informazioni specifiche per il proprio viaggio a seconda del paese di destinazione.

Infine, è indispensabile sapere che, se il soggiorno all’estero supera i 30 giorni, è necessario comunicarlo alla propria Asl per la sospensione del medico di famiglia. Al rientro in Italia, alla scadenza prevista o in anticipo rispetto alla stessa, bisogna recarsi presso l’Asl di residenza per ripristinare il rapporto con il medico di fiducia o effettuare una nuova scelta del medico.

Se si è all’estero per motivi di lavoro o di studio:

  • in tutti gli Stati dell’Unione Europea, nell’area EFTA (Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e in quegli stati extra-Ue con cui l’Italia ha stipulato delle convenzioni, vige la stessa regola esistente per l’assistenza in caso di soggiorno turistico in uno di questi paesi. Tuttavia, in questo caso, è possibile che alcune indicazioni varino a seconda del tipo di lavoratore in questione (se pubblico, privato autonomo o subordinato, militare, in cerca di occupazione etc.) e del tipo di studente (stagista, titolare di borsa di studio etc.). È quindi utile visitare il portale del Ministero della Salute dove poter ottenere tutte le informazioni specifiche per il proprio viaggio di lavoro o di studio.
  • Nei Paesi extra-Ue con cui l’Italia non ha stipulato alcun tipo di convenzioni, prima della partenza è utile richiedere alla propria Asl di residenza un’attestazione di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale o, per periodi di soggiorno lunghi, lattestato ex art. 15 del D.P.R. 31 luglio 1980, n.618. Durante il soggiorno questo permetterà di accedere alle cure sanitarie gratuitamente o pagando un ticket che, a seconda dei paesi, potrebbe essere rimborsabile al proprio ritorno in Italia, oppure no. Anche in questo caso, quindi, è possibile che alcune indicazioni varino, oltre che dalla destinazione, a seconda del tipo di lavoratore in questione (se pubblico, privato autonomo o subordinato, militare, in ricerca di occupazione etc.) e del tipo di studente (stagista, titolare di borsa di studio etc.). È quindi utile visitare il portale del Ministero della Salute dove poter ottenere tutte le informazioni specifiche per il proprio viaggio.

Spesa finanziata dal ministero dello Sviluppo economico ai sensi del Decreto 6 agosto 2015.

Stampa Invia