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L'ospedale: dal ricovero al Pronto soccorso

20 ottobre 2016
ospedale

20 ottobre 2016

Dalle modalità di ricovero fino alla gestione delle emergenze: tutto quello che devi sapere sull'ospedale, istituzione portante dell'assistenza sanitaria.

L'ospedale

Le cure ospedaliere sono parte integrante dell’assistenza fornita dal Servizio sanitario nazionale. L’SSN infatti garantisce al cittadino la possibilità di essere curato per quelle patologie acute che richiedono un intervento urgente o un ricovero programmato. Le prestazioni che l’ospedale può offrire sono incluse nei Livelli Essenziali d’Assistenza, i quali vengono poi declinati a livello delle singole regioni, che possono decidere di aggiungere prestazioni non incluse a livello a nazionale.

Cos’è l’ospedale?

L’ospedale è un'istituzione per l’assistenza sanitaria in cui personale specializzato fornisce cure ai pazienti affetti da malattie che non possono essere curate a domicilio. L’ospedale può essere una struttura sia pubblica che privata, convenzionata o meno col Servizio sanitario nazionale. È organizzato in Dipartimenti costituiti da Unità operative semplici o complesse strutturate in base alla specifica patologia e specialità medica o chirurgica di riferimento. Sono presenti inoltre i Dipartimenti dei Servizi ( laboratorio, radiodiagnostica, ecc) che assicurano il supporto tecnico alle attività cliniche.
La vigente normativa attribuisce alle Regioni la competenza in materia di organizzazione della rete di assistenza ospedaliera che viene effettuata sulla base di standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi determinati a livello nazionale.

Quali sono i diversi tipi di ospedale?

  • L’ospedale pubblico è una struttura del Servizio sanitario nazionale che offre varie prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione sia in regime ambulatoriale (esami, visite e interventi chirurgici semplici), sia in regime di ricovero (quelli in day hospital o in day surgery ed i ricoveri ordinari). È richiesto il pagamento di un ticket per alcune prestazioni, come le visite ambulatoriali o gli esami diagnostici per i pazienti non ricoverati, mentre sono gratuiti i servizi per i ricoverati: la degenza, gli esami necessari per l’intervento, l’attività in sala operatoria e le cure postoperatorie. Le prestazioni erogate dal Ssn, sia mediante strutture pubbliche che private accreditate, sono solo quelle individuate nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) pertanto, qualora un cittadino volesse sottoporsi ad una prestazione sanitaria non compresa nei LEA, il relativo costo sarebbe totalmente a suo carico. Generalmente all’interno dell’ospedale pubblico non è possibile scegliere il medico che opera e che seguirà durante la degenza, però, a pagamento, è possibile richiedere una camera singola con bagno privato, telefono e televisore o scegliere il medico specialista e il chirurgo tra i professionisti che hanno scelto l’attività intramuraria.
    Tutti i pazienti hanno il diritto di avere una Carta dei servizi dell’ospedale che contenga informazioni sulle prestazioni erogate, sulle tariffe, sulle modalità di accesso ai servizi. Tuttavia, l’informazione potrebbe non essere aggiornata o facile da capire: a questo scopo, è possibile usufruire del servizio dell’ufficio relazioni col pubblico, la cui funzione, tra le varie, è anche quella di prendere in carico i reclami dei pazienti e favorire la fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria.
  • L’ospedale privato accreditato è una struttura privata che offre prestazioni sanitarie in convenzione con il Servizio sanitario nazionale. La Regione, dopo aver verificato i requisiti tecnologici, professionali e organizzativi dell’ospedale privato, rilascia un attestato di qualità che ne determina l’accreditamento al servizio sanitario nazionale, cioè la possibilità per l’ospedale di fornire i propri servizi in convezione col servizio sanitario, cioè dietro impegnativa del medico e pagamento del ticket, come in un ospedale pubblico. Il cittadino ha la libertà di scegliere se rivolgersi ad un ospedale pubblico o privato accreditato. Non tutte le prestazioni offerte da un ospedale privato accreditato sono sempre erogabili in regime di convenzione col SSN, mentre sono sempre accessibili a pagamento. Le prestazioni erogate dal SSN, sia mediante strutture pubbliche che private accreditate, sono infatti solo quelle individuate nei Livelli Essenziali di Assistenza. Pertanto, qualora un cittadino volesse sottoporsi ad una prestazione sanitaria non compresa nei LEA, il relativo costo sarebbe totalmente a suo carico, sia che essa venga erogata in una struttura pubblica, sia in una struttura privata accreditata. Le regole per l’accesso, la degenza e le dimissioni sono le stesse di un ospedale pubblico, così come la gratuità dei servizi per il cittadino. In qualità di erogatore di servizi per conto del SSN, in un ospedale privato accreditato l’accesso e la permanenza sono gratuiti al pari di quanto avviene nell’ospedalità pubblica. È la Regione che provvede al rimborso dei costi in base alla convenzione con i singoli istituti. In base alle singole realtà, si può dover pagare per i cosiddetti “extra” legati al servizio alberghiero.
  • L'ospedale non accreditato è una clinica privata che non ha ottenuto, o non ha richiesto, l’accreditamento dalla Regione. Solo le prestazioni preventivamente autorizzate dalla Azienda sanitaria di pertinenza possono essere rimborsate, totalmente o in parte, altrimenti la spesa è sempre a carico del cittadino.

Cos'è l'Intramoenia?

Intramoenia, letteralmente significa “dentro le mura”.

Con questo termine ci si riferisce infatti all’attività di libera professione intramuraria (ALPI) esercitata al di fuori dell’orario di lavoro da un medico che lavora per un ospedale pubblico. In questo modo il medico utilizzerà, dietro precisi accordi economici con le Regioni, le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso. Il pagamento di prestazioni avviene direttamente alla competente struttura pubblica, tramite mezzi di pagamento che assicurino la tracciabilità della corresponsione di qualsiasi importo. Una percentuale del compenso viene trattenuta dalle strutture pubbliche per coprire le spese del personale, quelle di gestione, di manutenzione degli strumenti, ma anche quelle per ridurre le liste di attesa del SSN.

Esiste inoltre un'altra forma di intramoenia, la cosiddetta intramoenia allargata, che permette ai medici ospedalieri di esercitare la libera attività professionale fuori del normale luogo di lavoro, l'ospedale, quando qui non gli vengano messi a disposizione gli spazi per attuare l’intramoenia dentro le mura. Il medico, in questo modo, può esercitare la sua professione anche in altre strutture o studipurché convenzionate con l'ospedale in cui egli è strutturato.

L’attività di libera professione intramuraria (ALPI) è autorizzata a condizione che non vada in contrasto con i fini istituzionali e quelli dell’azienda a cui afferisce l’ospedale in cui il professionista lavora, che non comporti un incremento delle liste di attesa, ne un volume orario e di prestazioni superiore a quelli assicurati per i compiti istituzionali.

Si considera attività di libera professione intramuraria (ALPI) a tutti gli effetti, l'attività del professionista su richiesta dell'Azienda/Istituto in situazioni eccezionali, ovvero quando sia necessario ridurre le liste di attesa per il rispetto degli standard prefissati dalla Regione.

In questo caso, infatti, quando un cittadino prenota una visita specialistica o un esame diagnostico per cui il primo appuntamento disponibile sia superiore ai tempi previsti, il Servizio Sanitario è tenuto a garantire la prestazione nel rispetto dei tempi regionali ricorrendo a una prestazione in regime libero-professionale (intramoenia appunto). Il cittadino usufruirà quindi di una visita in regime privato pagando solo il ticket, mentre le restanti spese saranno a carico dell’Asl, come definito da decreto legislativo n. 124 del 1998. Più precisamente, dovrà essere il cittadino stesso, nei casi in cui i tempi di attesa non siano rispettati, a segnalare il caso specifico inviando la seguente lettera all’URP dell’Azienda sanitaria di residenza.

Non si deve però confondere l’intramoenia impiegata per consentire la riduzione dei tempi di attesa, con la scelta libera e consapevole da parte dell’utente di effettuare una visita in regime privato con un determinato professionista. In quest’ultimo caso la prestazione non è coperta dal SSN, ma è a totale carico del cittadino. E’ infatti necessario che le Regioni prevedano modalità di gestione separata delle prenotazioni rispetto alle prestazioni istituzionali erogate a carico del SSN.

Si ricorda che durante una visita in regime libero-professionale il medico non può utilizzare il ricettario regionale quindi, in tali casi, è bene poi rivolgersi al proprio Medico di famiglia che, se lo riterrà opportuno, potrà trascrivere su ricetta del SSN le visite, gli esami o i farmaci prescritti dal medico privato.

Spesa finanziata dal ministero dello Sviluppo economico ai sensi del Decreto 6 agosto 2015.