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Procreazione medicalmente assistita: come funziona?

22 maggio 2017
procreazione assistita

22 maggio 2017
Per le coppie che hanno difficoltà ad avere figli, i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) prevedono delle agevolazioni per accedere ai trattamenti per la fertilità, cioè tutte quelle pratiche che rientrano nella Procreazione Medicalmente Assistita. Ecco quali sono e chi può accedere.

Cos'è la procreazione medicalmente assistita?

Per Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si intende l’insieme di tutti quei trattamenti per la fertilità nei quali i gameti, sia femminili che maschili, vengono trattati al fine di determinare il processo riproduttivo.
L’OMS definisce una coppia infertile dopo 12/24 mesi di rapporti sessuali non protetti che non hanno portato a una gravidanza. La sterilità, invece, riguarda le coppie affette da una precisa patologia irreversibile o che restano infertili anche dopo un iter diagnostico e terapeutico esauriente e svolto in un tempo ragionevole. Quando la sterilità è una condizione permanente, e si desidera avere un figlio, non resta che rivolgersi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

In Italia, la Procreazione Medicalmente Assistita è stata normata per la prima volta il 19 febbraio del 2004 dalla Legge n. 40 e col tempo è stata modificata in alcune parti, ritenute illegittime. Dal 2009, infatti, è consentita la crioconservazione dei gameti maschili e femminili e dal 2014 è concessa la procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Sono inoltre stati rimossi i divieti alla produzione di più di tre embrioni e l’obbligo di doverli impiantare tutti contemporaneamente; tolto poi il divieto alla diagnosi preimpianto e quello di accesso alle coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche.

Chi può accedere alla PMA?

La legge 40/2004 prevede che possano accedere a tali tecniche coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi. È inoltre ammesso l’accesso alle coppie fertili, ma portatrici di malattie genetiche con la possibilità di sottoporre l’embrione a diagnosi prima dell’impianto. Infine, possono usufruire delle tecniche di PMA le coppie in cui un genitore risulta sterile e quindi, per giungere ad una gravidanza, è necessario un gamete (ovulo o spermatozoo) di un donatore.

È possibile avvalersi delle tecniche di PMA solo quando sia stata accertata l’impossibilità di rimuovere le cause che la impediscono; è inoltre possibile ricorrere a tali tecniche solo in caso di infertilità e sterilità inspiegate, documentate da atto medico o da sterilità o infertilità con causa accertata e certificata da atto medico. 

Infine, la PMA rientra nei nuovi Livelli essenziali di assistenza, quindi sarà possibile usufruire delle tecniche pagando un ticket presso strutture pubbliche o private convenzionate tenendo conto che possono esservi delle variazioni a livello regionale; mentre, se ci si rivolge ai centri privati il costo è a completo carico del cittadino.

Con i nuovi LEA cosa è cambiato?

Il nuovo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sostituisce integralmente il dPCM 29 novembre 2001, recante “Definizione dei Livelli essenziali di assistenza”. Tra le innovazioni riguardanti la PMA viene previsto l'inserimento della stessa nei Lea. In particolar modo, nel nomenclatore della specialistica ambulatoriale sono inserite tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi della PMA, omologa ed eterologa, ad oggi erogate solo in regime di ricovero. Tuttavia, al momento non si conoscono ancora i prezzi dei rimborsi.


Spesa finanziata dal ministero dello Sviluppo economico ai sensi del Decreto 6 agosto 2015.


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