Speciali

Vaccini: guida completa alla vaccinazione

07 giugno 2018
vaccini

07 giugno 2018
Tra le vaccinazioni raccomandate dal ministero della Salute, sono 10 quelle obbligatorie per iscrivere i propri figli ai nidi e agli asili pubblici e privati. Altri vaccini sono invece consigliati a categorie specifiche, altri ancora ai viaggiatori. Ecco tutto quello che devi sapere e le risposte alle domande più frequenti dei genitori.

I dubbi più comuni sulle vaccinazioni

La conversione in legge del decreto legge del 7 giugno 2017 ha ridotto a 10 le vaccinazioni obbligatorie che vengono richieste a bambini e ragazzi fino ai 16 anni al momento dell’iscrizione ad asili e scuole dell’obbligo. L’inadempienza comporterà l’esclusione solo dagli asili, non da scuole elementari, medie, superiori e scuole professionali. Le Regioni, per questo, stanno adottando diverse modalità per le verifiche. A Milano, ad esempio, puoi richiedere il libretto vaccinale dei tuoi figli anche via email, scrivendo a certificativaccinazioni.milano@asst-fbf-sacco.it: qui puoi trovare tutti i dettagli della procedura.

Le domande più frequenti dei genitori

Dietro il calo delle vaccinazioni si nascondono le paure dei genitori, spesso alimentate da notizie che circolano in rete, infondate, quando volutamente false, sui danni derivati dalle vaccinazioni. Proviamo a dare risposta alle domande più frequenti.

Le vaccinazioni indeboliscono o sovraccaricano il sistema immunitario?

No, anzi, lo aiutano. Le vaccinazioni simulano ciò che accade quando viene contratta una malattia, ma in forma decisamente attenuata permettendo al sistema immunitario di sviluppare una difesa contro batteri e virus e, soprattutto, di tenerne memoria, preparando il campo ad un futuro contatto con gli agenti infettivi e scongiurando il rischio di complicazioni che in alcuni casi possono essere letali. 

Il mio bimbo non è troppo piccolo per essere vaccinato?

Falso. Dai due mesi di vita il bambino è già in grado di affrontare tutti i virus, i batteri e i funghi presenti nell’ambiente. A confronto con questi, i pochi “antigeni” presenti nei vaccini - i frammenti di virus e batteri che suscitano la risposta difensiva dell’organismo - sono ben poca cosa. Rimandare le vaccinazioni non offre quindi alcun vantaggio in termini di sicurezza, anzi, lascia il bambino scoperto e suscettibile di malattie, anche letali, come per esempio pertosse e tetano

Non è meglio "farsi le malattie" piuttosto che vaccinarsi?
Ritenere che “farsi le malattie” sia meglio, è paradossale: il sistema immunitario sarà sicuramente sottoposto a una sfida più ardua, ma il bambino sarà anche esposto al rischio di sviluppare una complicazione grave. La vaccinazione invece “allena” in modo più mirato il sistema immunitario permettendo di prevenire le patologie e il rischio di complicazioni.
 
I vaccini hanno effetti indesiderati?
Nessun vaccino è sicuro al 100%: essendo farmaci, i vaccini comportano degli effetti indesiderati che però sono lievi, transitori, raramente gravi. Tra l'altro gli effetti indesiderati possono anche non comparire. Vaccinando la popolazione, le malattie scompaiono -  anche dalla memoria delle persone - e, di conseguenza, la percezione dei rischi legati alle vaccinazioni, fatte su soggetti sani, diventa molto più grande della percezione dei rischi legati alle malattie che prevengono.
Quali sono gli effetti collaterali dei vaccini?

Gli effetti collaterali legati alla vaccinazione sono per lo più reazioni locali nella sede dell’iniezione (gonfiore, rossore, dolore), il pianto per il fastidio della puntura e la febbre entro le 72 ore. Gli effetti gravi sono davvero rari: lo shock anafilattico a seguito dell’iniezione è un caso eccezionale. Gli esiti fatali sono scongiurati stando in ambulatorio nei successivi minuti: alcuni di questi effetti rari, come le convulsioni, sono addirittura più frequenti con le malattie che i vaccini prevengono. 

Le vaccinazioni causano allergie e malattie gravi?
Nel tempo, i vaccini sono stati additati come la causa dell’emergere di allergie, asma, autismo, malattie intestinali infiammatorie, epilessia, sclerosi multipla e anche morte in culla e diabete. Le ricerche epidemiologiche pubblicate hanno smentito nessi di correlazione tra i vaccini e queste situazioni patologiche. Va anche sottolineato che alcuni componenti -  come il noto Thiomersal, un conservante a base di mercurio - per il principio di precauzione non sono più utilizzati nei vaccini pediatrici nonostante non siano mai stati provati danni causati dall’uso. 
È vero che i vaccini causano autismo?

Il legame tra vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia e autismo non è mai stato provato e trova origine in una frode scientifica, svelata qualche anno fa dal Sunday Times.

La frode parte da uno studio a firma del medico inglese Andrew Wakefield, pubblicato nel 1998 sulla nota rivista scientifica The Lancet. Gli esiti della ricerca, confezionata ad arte, suggerivano un legame tra vaccinazione trivalente, infiammazione intestinale, danno cerebrale e autismo. La ricerca di Wakefield era in realtà una frode deliberata perché il medico era in combutta con l’avvocato Richard Barr, che stava portando avanti per conto di famiglie con bambini autistici una class action milionaria ai danni dei produttori del vaccino, sfruttando appunto gli esiti fasulli della sua ricerca. Non solo: una richiesta di brevetto per un nuovo vaccino contro il morbillo - che si avvantaggiava proprio della caduta in disgrazia del trivalente - portava dritto all’indirizzo di alcuni “soci” del medico.

Alla luce di questi fatti, nel 2010 la rivista britannica The Lancet, per la prima volta nella sua storia, ha sconfessato lo studio pubblicato sulle sue pagine. Wakefield nel frattempo è finito sotto processo ed è stato radiato dall’ordine dei medici inglese. Nonostante ciò, restano ancora paura e disinformazione.

Vaccinare i propri figli non sarà una moda per ingrassare le case farmaceutiche?

Le case farmaceutiche hanno un grande conflitto d’interessi, questo è vero: vendono cure, ma per guadagnare hanno bisogno di pazienti e di persone sane preoccupate. In questo caso, però, preoccuparsi per malattie come morbillo, parotite e rosolia, non è sbagliato. Nella domanda successiva trovi alcune delle complicazioni più frequenti che queste malattie possono portare.

Sono tutte malattie che abbiamo fatto da piccoli, perché dovrei vaccinare il mio bimbo?

Le malattie che sono benigne per la maggior parte dei bimbi possono, in alcuni casi, avere complicazioni, a volte anche letali.

Il morbillo può causare polmoniti in un caso su venti ed encefaliti, in un caso su 2000, che possono essere letali o lasciare danni neurologici permanenti.

Gli orecchioni (la parotite) possono causare encefaliti con frequenza simile (fino una su 3000), meningiti (più frequenti) e danni all’udito, tra cui la perdita completa in un caso su 20.000. La parotite, inoltre, è la principale causa di sordità infantile acquisita. Dopo la pubertà, da un quarto a un terzo dei maschi sviluppa un’orchite, una malattia infiammatoria dei testicoli molto dolorosa, che in rari casi causa sterilità.

La rosolia è, invece, di solito benigna nei bambini. Il pericolo maggiore è quando la si prende in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre: nella gran parte dei casi, causa aborto spontaneo e morte intrauterina, oppure può infettare il feto e dare la cosiddetta sindrome da rosolia congenita, che causa difetti della vista o cecità completa, sordità, malformazioni cardiache e ritardo mentale. La frequenza delle complicazioni è per fortuna bassa, nell’ordine dell’uno su 2000 o di più, tanto bassa che possiamo anche non accorgercene, a meno di non viverle in prima persona. Ma ci sono e la loro frequenza è di molto superiore a quella degli effetti indesiderati gravi dei vaccini.