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Vaccini: guida completa alla vaccinazione

07 giugno 2018
vaccini

Tra le vaccinazioni raccomandate dal ministero della Salute, sono 10 quelle obbligatorie per iscrivere i propri figli ai nidi e agli asili pubblici e privati. Altri vaccini sono invece consigliati a categorie specifiche, altri ancora ai viaggiatori. Ecco tutto quello che devi sapere e le risposte alle domande più frequenti dei genitori.

Gli indennizzi per danni da vaccino

Nonostante la sicurezza dei vaccini sia valutata attentamente, non è mai possibile escludere del tutto effetti collaterali anche gravi legati alla loro somministrazione. Per questo motivo, la legge ha previsto che chiunque abbia riportato un danno di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie (per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria) o di vaccinazioni non-obbligatorie effettuate per motivi di lavoro (come i sanitari) o per accedere a uno stato estero, ha diritto a un indennizzo ai sensi della legge del 25 febbraio 1992, n. 210, così come lo hanno i soggetti danneggiati da trasfusioni e somministrazione di emoderivati. L'indennizzo è da richiedere direttamente all’Azienda sanitaria territoriale entro tre anni da quando si è venuti a conoscenza del danno.

In cosa consiste l'indennizzo

L’indennizzo consiste in un assegno, reversibile per quindici anni, il cui ammontare è definito per legge (tabella B allegata alla legge 177/76). L’assegno è cumulabile con altri emolumenti, con l’indennità integrativa speciale (definita dalla legge 324/59) e con l’assegno una tantum che va a coprire il periodo compreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo, pari per ciascun anno, al 30% della somma dovuta (Legge 238/97 art.1 comma 2). Insieme all’indennizzo c’è il riconoscimento dell’esenzione dal ticket per le prestazioni inerenti la diagnosi e cura delle patologie. Qui puoi trovare i riferimenti normativi per questo tipo di indennizzo

Che cos’è l’indennizzo aggiuntivo 

Secondo la Legge 229/2005. i cittadini beneficiari dell’indennizzo della legge 210/92 possono poi presentare direttamente al ministero della Salute la domanda per un ulteriore indennizzo pari rispettivamente a sei, cinque o quattro volte la somma attribuita dalla legge 210/92 a seconda della categoria assegnata dalla competente Commissione medico-ospedaliera. Questo indennizzo è corrisposto per metà al soggetto danneggiato e per metà ai congiunti che prestano assistenza in maniera prevalente. A questo si aggiunge la corresponsione di un assegno una tantum pari al 50% dell’ulteriore indennizzo, per il periodo ricompreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento del beneficio stesso. La domanda vien poi inserita in una graduatoria, in base ad un criterio cronologico di presentazione delle domande degli aventi titoli, accompagnato da parametri correttivi della gravità dell’affezione o difficoltà economica degli stessi e dei loro nuclei familiari. Il parametro della gravità dei danni è stabilito in base a quanto previsto dalla legge 210, mentre il parametro della difficoltà economica viene determinato in base all’indicatore economico ISEEQui puoi trovare ulteriori indicazioni rispetto all’indennizzo aggiuntivo esclusivo per i danneggiati da vaccinazione.

Che cos'è l'equa riparazione

Rispetto a eventuali contenziosi in materia di risarcimento del danno, il ministero della Salute ha avviato nel 2014 una procedura denominata “equa riparazione” per i soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie (o ai loro eredi, in caso decesso) che abbiano presentato domanda di adesione alla “procedura transattiva” entro il 19 gennaio 2010. Le procedure transattive sono accordi che il ministero della Salute ha avviato con quei soggetti danneggiati da trasfusionisomministrazioni di emoderivati infetti o vaccinazioni obbligatorie, che hanno intrapreso prima del 1° gennaio 2008 un’azione di risarcimento danni su cui nel frattempo non si è formato il giudicato. L’equa riparazione prevede la corresponsione di una somma di denaro in un’unica soluzione, subordinata però alla formale accettazione della medesima e alla contestuale formale rinuncia all’azione risarcitoria intrapresa, compresa la procedura transattiva, e a ogni ulteriore pretesa di carattere risarcitorio nei confronti dello Stato anche in sede sovranazionale. A questo proposito, il Ministero ha provveduto ad inviare ai destinatari del beneficio, come individuati dalla normativa, una lettera raccomandata al fine di ottenere la formale adesione, nel termine indicato nella stessa. Leggi maggiori informazioni sulla procedura.

Chi ha diritto all'indennizzo

Hanno diritto all’indennità prevista dalla legge 210/92 le persone che hanno riportato lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell'integrità psicofisica a seguito di:

  • vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria;
  • vaccinazioni non obbligatorie, ma effettuate per motivi di lavoro o per incarichi d'ufficio o per poter accedere ad uno stato estero;
  • vaccinazioni non obbligatorie, ma effettuate in soggetti a rischio operanti in strutture sanitarie ospedaliere;
  • vaccinazione antipoliomielitica non obbligatoria nel periodo di vigenza della legge 30 luglio 1959, n. 695;
  • persone non vaccinate che hanno riportato, a seguito e in conseguenza di contatto con persona vaccinata, lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell'integrità psico-fisica;
  • le persone che hanno già diritto all’indennizzo della legge 210/92 possono fare domanda e entrare in graduatoria per l’indennizzo aggiuntivo previsto dalla legge 229/2005.
Come si fa la domanda di indennizzo

I cittadini interessati a ottenere l'indennizzo previsto dalla Legge 210/92 devono presentare domanda all’Azienda sanitaria di residenza. L’azienda ha il compito di svolgere l’istruttoria, controllare la documentazione necessaria, verificare il possesso dei requisiti e inviare il fascicolo alla commissione medico ospedaliera che in seguito convoca l’interessato, lo visita, valuta la documentazione e redige il giudizio sul nesso causale tra la vaccinazione e la menomazione dell’integrità psico-fisica o la morte. Il verbale viene poi notificato ai diretti interessati, che hanno trenta giorni per presentare ricorso contro il giudizio della commissione, sul quale è competente il ministero della salute. Entro tre mesi dalla presentazione del ricorso, il ministro della sanità, sentito l’ufficio medico-legale, decide sul ricorso stesso con atto che è comunicato al cittadino che ha fatto ricorso, entro trenta giorni. Se il giudizio della commissione medico ospedaliera è favorevole, è poi la regione a farsi carico della liquidazione dell’indennizzo e delle spettanti somme aggiuntive. Per le regioni a statuto speciale la competenza resta ancora al Ministero della Salute, sia per la notifica del giudizio della Commissione, sia per l’erogazione dei benefici previsti. Qui puoi trovare informazioni aggiuntive sulla procedura.

Per quanto riguarda l’indennizzo aggiuntivo per i danneggiati da complicanze di tipo irreversibile causate da vaccinazioni obbligatorie (L 229/05), gli aventi diritto possono presentare la domanda all'ufficio ministeriale preposto (Direzione Generale della Vigilanza sugli Enti e della Sicurezza delle Cure (DGVESC) - Ufficio 4 - Indennizzi ex L. 210/90) che provvede a istruirla ai fini della predisposizione della graduatoria. La graduatoria viene realizzata sulla base del criterio cronologico di presentazione delle istanze, dei parametri della gravità dell'infermità o della difficoltà economica dei richiedenti e dei loro nuclei familiari. 

Per informazioni sulla procedura, i destinatari, sull’istruzione della graduatoria e sui tempi, si può consultare questa pagina del ministero della Salute.

Il risarcimento del danno

Il riconoscimento dell'indennizzo previsto dalla Legge 210/92, non preclude la possibilità di rivolgersi all'Autorità Giudiziaria per ottenere il risarcimento del danno. Il risarcimento del danno è una questione di natura giuridica, al contrario del riconoscimento dell’indennizzo.

  • Qualora il danno sia derivato da un'intrinseca pericolosità o nocività del vaccino, il singolo cittadino può perseguire il risarcimento del danno in sede giudiziaria, dove verrà accertata se esiste una responsabilità colposa o dolosa dell’amministrazione, come stabilito da dell'art. 2043 del Codice Civile.
  • Se invece l’effetto lesivo si è verificato per negligenza o imperizia del medico o della struttura sanitaria (per esempio, per un’interazione dannosa tra il vaccino e una terapia farmacologica assunta dal paziente o il non rispetto di controindicazioni note) ne risponderanno direttamente i professionisti sanitari coinvolti e la struttura in cui operano.

Attenzione però: il risarcimento del danno non è perseguibile se si vuole richiedere l’indennità aggiuntiva previsto dalla legge 229/2005. Questa legge, infatti, prevede che i soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie che già usufruiscono dei benefici di cui alla legge 210/1992 e che intendano accedere ai benefici previsti dalla suddetta legge, debbano rinunciare con atto formale alla prosecuzione di eventuali contenziosi giudiziali, in qualsiasi stato e grado del giudizio, ivi compresa la fase esecutiva.