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Vaccini: guida completa alla vaccinazione

07 giugno 2018
vaccini

Tra le vaccinazioni raccomandate dal ministero della Salute, sono 10 quelle obbligatorie per iscrivere i propri figli ai nidi e agli asili pubblici e privati. Altri vaccini sono invece consigliati a categorie specifiche, altri ancora ai viaggiatori. Ecco tutto quello che devi sapere e le risposte alle domande più frequenti dei genitori.

Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate

In Italia si è deciso di garantire il diritto alla prevenzione vaccinale per tutti i bambini attraverso l’introduzione dell’obbligo vaccinale, atto da cui è derivata l’istituzione di centri vaccinali distribuiti in modo capillare sul territorio e che ha determinato l’offerta gratuita delle vaccinazioni.

Le vaccinazioni obbligatorie

L’obbligo vaccinale è stato introdotto in un periodo storico in cui alcune malattie causavano un numero elevatissimo di casi e di morti, per cui lo Stato ha deciso di introdurre l’obbligatorietà per raggiungere coperture elevate e per garantire il diritto alla vaccinazione, a tutela della salute dei cittadini. Questa distinzione ha quindi solamente una connotazione storica, non è stata fatta in base all’efficacia o sicurezza dei vaccini: infatti, le stesse vaccinazioni non sono ugualmente obbligatorie o raccomandate in tutte le nazioni.

Le prime vaccinazioni introdotte come obbligatorie sono state:

  • la vaccinazione antidifterica (Legge 6 giugno 1939, n° 891);
  • la vaccinazione antipoliomielitica (Legge 4 febbraio 1966, n° 51);
  • la vaccinazione antitetanica (Legge 5 marzo 1968, n° 292);
  • la vaccinazione antiepatite virale B (Legge 27 maggio 1991, n° 165). 

Ad oggi però, con il Decreto 73/2017, a causa di un aumento dei casi di morbillo e un calo generale dell’adesione alle vaccinazioni, lo Stato ha ritenuto necessario allargare l’obbligatorietà ad altre vaccinazioni. Sono quindi state rese obbligatorie per i minori da 0 a 16 anni, oltre a quelle già così definite, ulteriori vaccinazioni precedentemente solo raccomandate:

  • anti-pertosse;
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b;
  • anti‐morbillo;
  • anti‐rosolia;
  • anti‐parotite;
  • anti‐varicella.

L’anti-pertosse e l’anti Haemophilus influenzae tipo b sono inserite nel vaccino esavalente insieme ad anti-difterite, anti-polio, anti-tetano e anti-epatite B. Mentre le vaccinazioni anti-morbillo, parotite, rosolia e varicella possono essere inserite in un vaccino tetravalente (MPRV) o in un trivalente (MPR). Nello specifico, il Ministero della Salute, con cadenza triennale può revocare l’obbligo di una o più vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia e varicella sulla base dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali.

Le vaccinazioni raccomandate

È prevista poi l’offerta attiva e gratuita di altre vaccinazioni raccomandate secondo le indicazioni presenti nel calendario vaccinale:

  • anti-meningococcica B;
  • anti-meningococcica C;
  • anti-pneumococcica;
  • anti-rotavirus

Per quanto riguarda gli adulti, esistono vaccinazioni raccomandate per alcune categorie professionali o categorie di persone suscettibili di andare incontro a complicanze in caso di infezione. Ad esempio:

  • la vaccinazione contro l'epatite virale B è raccomandata, e offerta gratuitamente, agli operatori sanitari e al personale di assistenza degli ospedali e delle case di cura private, alle persone conviventi con portatori cronici del virus dell'epatite B, agli operatori di pubblica sicurezza, ai politrasfusi e agli emodializzati e a tutte le altre categorie indicate nel D.M. del 4 ottobre 1991; l’aggiornamento del protocollo per l’esecuzione della vaccinazione contro l’epatite virale B è stato effettuato con il D.M. 20 novembre 2000, con relativa circolare esplicativa n. 19 del 30 novembre 2000;
  • la vaccinazione contro l'influenza è raccomandata a tutte le persone di età superiore a 65 anni e a coloro che sono sofferenti di malattie croniche e debilitanti a carico dell'apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale, nonché agli addetti a servizi di pubblica utilità;
  • la vaccinazione contro le infezioni da pneumococco è raccomandata alle persone di età superiore a 65 anni o sofferenti di malattie croniche e debilitanti a carico dell'apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale, o senza milza.