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Aspirina in flacone No grazie

17 maggio 2010
aspirina

17 maggio 2010

Nuova confezione per l’Aspirina, ma nella sostanza resta quella di prima. Le classiche compresse da 500 mg sono ora vendute in un flaconcino di plastica al posto del classico blister. Non fatevi incantare: ecco alcuni buoni motivi per sconsigliarvela.

Nuova confezione per l’Aspirina, ma nella sostanza resta quella di prima. Le classiche compresse da 500 mg sono ora vendute anche nella versione “da viaggio”, cioè in un flaconcino di plastica al posto del classico blister. Una comodità, penserete. Invece, non fatevi incantare: ecco alcuni buoni motivi per sconsigliarvela.

Perché è da sconsigliare
1. L’Aspirina è un farmaco di uso molto comune per far passare dolori, infiammazione e febbre. Non per questo, però, si può assumere come e quando si vuole: poiché ha un effetto irritante sulla mucosa dello stomaco e deve essere presa sempre a stomaco pieno e con un bicchiere d’acqua, condizioni che di per sé non sono compatibili con il messaggio proposto, cioè quello di averla sempre con sé in qualunque situazione. 

2. Il nuovo packaging costa di più. Abbiamo acquistato una scatola tradizionale da 20 compresse di Aspirina da 500 mg pagandola 4 euro e 20 centesimi, mentre il flacone, che contiene lo stesso numero di compresse, lo abbiamo pagato 6 euro e 70 centesimi. Facendo un calcolo per compressa l’Aspirina nel blister costa 21 centesimi, quella nel flacone 34 centesimi (ricordiamo che il prezzo dei farmaci da automedicazione è libero e può variare a seconda del punto vendita, quindi i nostri calcoli sono solo a titolo di esempio).

3. Il flacone è un sistema meno efficace per la conservazione delle compresse: ogni volta che si apre il tappo entrano aria luce e umidità che le possono alterare più in fretta. Per questo, la data di scadenza delle compresse nel flacone è inferiore a quella nel blister. Inoltre, una volta aperta la confezione, le compresse andrebbero consumate entro 4-6 mesi.

I nostri consigli
Nel caso in cui dobbiate portare con voi un farmaco antidolorifico, in borsa o in viaggio, ricordate che la prima scelta è il paracetamolo e non l’acido acetilsalicico (cioè il principio attivo dell’Aspirina), seguito dall’ibuprofene. Queste due sostanze, infatti, hanno un buon potere antidolorifico e antifebbrile, ma sono meno dannose per lo stomaco. Inoltre, l’acido acetilsalicilico è controindicato nei bambini e ragazzi sotto i 16 anni, in gravidanza e in allattamento, in chi soffre di ulcera, insufficienza renale o epatica.
Chi volesse avere sempre con sé l’Aspirina dovrebbe comunque preferire la confezione classica in blister, ritagliare la quantità di compresse necessarie per il viaggio e conservarle in un luogo asciutto. Le compresse in blister si conservano meglio rispetto a quelle nel flacone e costano meno.


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