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Ricetta: è il medico a decidere sul generico, ma solo se è il meno caro

27 aprile 2015
ricetta medica

27 aprile 2015

Il farmacista è tenuto a dare al paziente proprio il generico indicato in ricetta dal medico, ma solo se è il meno caro. Già le regole sulla ricetta medica prevedono che sia il medico a indicare se usare un generico o un farmaco di marca. Ora il Ministero ha rimarcato la facoltà del medico di prescrivere anche uno specifico farmaco generico.

Se il medico indica, accanto al principio attivo, anche il nome della casa farmaceutica, il farmacista è tenuto a fornire al paziente quel determinato farmaco generico di quella casa produttrice (anche in assenza della clausola di non sostituibilità), sempre che non ne esista un altro a prezzo inferiore. Con questa precisazione il Ministero ha voluto rimarcare la facoltà del medico di prescrivere uno specifico farmaco generico. Controlla comunque sempre, se il farmaco generico che ti ha prescritto il medico è quello meno caro e nel caso chiedi al farmacista quello con prezzo inferiore. Scopri ora se ne esiste uno che ti costa meno.


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Prima dell’entrata in vigore dell'ultima normativa (nel 2012) i medici potevano decidere se prescrivere il farmaco con il solo principio attivo o con il solo nome commerciale: in questo caso era obbligatorio indicare il farmaco di marca precisandone la non sostituibilità (in questo caso il paziente poteva ritirare solo il medicinale indicato dal medico). Dal 2012, invece, per legge, i dottori sono sempre tenuti a indicare nella ricetta del servizio sanitario nazionale la denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco. 

Cosa ci deve essere nella ricetta

Il medico, quando ricorrono le condizioni previste dalla legge, deve sempre prescrivere il principio attivo, corredato da forma farmaceutica, dosaggio e numero di compresse. Il farmacista ha sempre l'obbligo di suggerire il farmaco più economico. Al momento dell’acquisto però, anche se in ricetta è indicato solo il principio attivo, il paziente può sempre scegliere se seguire l’indicazione del dottore e del farmacista e prendere il medicinale generico o comprare il farmaco di marca.

Il medico ha comunque la facoltà di scrivere in ricetta anche il nome del farmaco di marca. Anche in questo caso, quando cioè in ricetta viene indicato sia il principio attivo che il farmaco di marca, il paziente al momento dell’acquisto può scegliere quale dei due comprare. In entrambi questi casi, comunque il farmacista ha sempre l’obbligo di suggerire il farmaco equivalente più economico.

Se invece, il dottore insieme al farmaco di marca aggiunge l’indicazione di “non sostituibilità” con tanto di motivazione obbligatoria (necessariamente di carattere clinico), al momento dell’acquisto il paziente non avrà la possibilità di scegliere e potrà comprare solo il farmaco indicato dal medico. In questo caso decade anche l’obbligo del farmacista a consigliare il generico. A chiarimento della corretta interpretazione della norma è intervenuto recentemente il Ministero della Salute: se accanto al principio attivo c'è anche il nome della casa farmaceutica, il farmacista è tenuto a dare al paziente proprio quel determinato farmaco generico.

Quando si applicano queste regole

Le regole del 2012 sulla compilazione della ricetta si applicano solo se sono valide tutte queste condizioni:

  • il farmaco non è per una patologia cronica oppure, se serve per una patologia cronica, viene prescritto per la prima volta;
  • il medicinale è prescritto su una ricetta del servizio sanitario nazionale;
  • il principio attivo del farmaco ha il brevetto scaduto, esistono cioè medicinali equivalenti sul mercato.

Non si applicano invece quando:

  • le terapie sono già in atto;
  • i farmaci vengono prescritti su ricetta bianca (cioè pagati direttamente dal cittadino);
  • per quel medicinale non c’è un farmaco equivalente.

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