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Cure palliative: cosa sono e quando utilizzarle

29 marzo 2016
cure palliative

29 marzo 2016

Affrontano una malattia grave incurabile attraverso il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza. Ecco perché devono partire subito e riguardare tutta la famiglia.

Non solo farmaci. Interventi che devono dare al paziente e ai suoi familiari l’aiuto di cui hanno bisogno. Questo vuol dire alleviare il dolore, confortare dal punto di vista psicologico e spirituale. Sostenere il malato insieme a tutti quelli che gli stanno intorno e gli vogliono bene. Queste sono le cure palliative.

A chi spettano?

Dal latino pallium, mantello, queste cure indicano una sorta di “coperta” intessuta per proteggere una famiglia di persone ma non intesa come terapia che guarisce quanto piuttosto come atti che confortano il malato e le persone che lo circondano. I pazienti che possono riceverle sono quelli affetti da malattie croniche gravi, per le quali non esistono terapie oppure, se esistono, si sono rivelate inadeguate o inefficaci.

La legge n. 38/2010 

Lo Stato ha sancito il diritto dei malati terminali alle cure palliative attraverso la legge quadro n.38 del 15 marzo 2010. Tale legge tutela il diritto del cittadino alla terapia del dolore: interventi farmacologici, chirurgici, strumentali, psicologici o riabilitativi, modulati in base a quello di cui ha bisogno il malato. In realtà ciò esisteva anche prima della legge del 2010 ma l’intervento dello Stato ha notevolmente facilitato la prescrizione dei farmaci alleggerendo le incombenze burocratiche. La legge impone anche l’obbligo di rilevare il grado del dolore, utilizzando alcune scale di misura e utilizzando anche i farmaci per gradi: prima quelli ad azione inferiore e poi i più potenti.

Non solo cure terminali 

L’Oms ha ribadito che le cure palliative possono essere iniziate fin da subito nel caso di cancro, in concomitanza, cioè, con la chemio o la radioterapia. La terapia del dolore, garantita in ospedale, deve essere assicurata anche a domicilio. Questo è un altro punto fondamentale sancito dalla legge 38, che disciplina l’assistenza domiciliare o, in alternativa, quella residenziale nei cosiddetti hospice, strutture residenziali dedicate al ricovero e alla degenza di malati che necessitano di cure palliative. Una rete, questa, molto stretta, che necessita di molta collaborazione tra medici di ospedali, medici di famiglia e familiari stessi, per riuscire a coordinare al meglio l’assistenza al paziente.

In questo panorama, dunque, se qualcosa va migliorato non riguarda il piano giuridico. Quello che servirebbe è una maggiore informazione a livello capillare, più consapevolezza pubblica e una migliore preparazione medica.


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