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Eiaculazione precoce campagna informativa o promozione di un farmaco

16 marzo 2010
eiaculazione precoce

16 marzo 2010

Dal 15 al 19 marzo si è svolta la “Settimana della Prevenzione Andrologica”, che ha puntato l’attenzione sull’eiaculazione precoce. Un interesse sospetto, visto che proprio l’anno scorso è stato lanciato un nuovo farmaco, che promette di risolvere questo problema. Non senza effetti indesiderati.

Dal 15 al 19 marzo si è svolta la “Settimana della Prevenzione Andrologica”. Medici in tutta Italia si sono resi disponibili per consulti gratuiti sui problemi genitali e sessuali. Quest’anno la campagna, promossa dalla Società Italiana di Andrologia, ha puntato l’attenzione sull’eiaculazione precoce. Un interesse sospetto, visto che proprio l’anno scorso è stato lanciato un nuovo farmaco, che promette di risolvere questo problema. In realtà al massimo regala un minuto e mezzo in più di durata al rapporto. Non senza effetti indesiderati.

Problema diffuso e complesso, trasformato in malattia
L’eiaculazione precoce è un problema per alcuni uomini. È di natura complessa e le sue cause non sono state ancora del tutto definite. Si ritiene abbia origine da più fattori, tra i quali lo stress, l’ansia da prestazione e altri aspetti psicologici hanno un’importanza notevole.
Eppure nella campagna l’eiaculazione precoce viene dipinta come un disturbo medico, dovuto a ridotti livelli di serotonina (un neurotrasmettitore cerebrale), che affligge il 30% degli italiani, e che si può trattare rivolgendosi a un andrologo.

Dietro c’è l’industria del farmaco
La campagna è finanziata da numerose industrie farmaceutiche, che hanno tutto l’interesse a che si parli di rimedi per i problemi di erezione ed eiaculazione precoce: c’è la Pfizer (che produce il Viagra), la Lilly (che produce il Cialis, anch’esso indicato per i problemi di erezione), la Bayer (che produce il Levitra, sempre per la disfunzione erettile), e soprattutto la Janssen Cilag, che produce un rimedio per l’eiaculazione precoce.

Priligy: stessa famiglia degli antidepressivi tipo Prozac
Nel 2009 la Janssen Cilag ha avuto l’autorizzazione a mettere in commercio un farmaco contro l’eiaculazione precoce. Il rimedio si chiama Priligy, è a base di dapoxetina, una molecola che appartiene alla famiglia degli antidepressivi IRSS (inibitori della ricaptazione selettiva della serotonina), di cui fanno parte, farmaci come il Prozac, lo Zoloft e il Seroxat.
È un farmaco a breve durata, da assumere da uno a tre ore prima del rapporto sessuale, che sfrutta il noto effetto indesiderato degli antidepressivi di allungare il tempo di eiaculazione (fino ad annullarla) e abbassare la libido.

Un minuto e mezzo in più, e molti effetti indesiderati
La dapoxetina negli studi clinici ha allungato di un solo minuto (massimo un minuto e mezzo) il tempo di eiaculazione dei partecipanti rispetto al placebo (una pillola senza principio attivo usata per valutare la reale efficacia del farmaco in esame).
Numerosi e frequenti invece gli affetti indesiderati:
- nausea, cefalea e capogiro;
- vomito, diarrea, ansia, insonnia, riduzione della libido, impotenza;
-  registrati anche casi di perdita improvvisa di conoscenza (sincope), cali di pressione legati a cambio di posizione, per esempio quando ci si alza dal letto (ipotensione ortostatica);
-  possibili anche colpi di sonno improvvisi dopo l’assunzione: dopo un appuntamento galante e magari un bicchiere di vino, mettersi alla guida per andare a casa può diventare un pericolo.
Gli antidepressivi della classe degli IRSS inoltre sono stati associati ad un aumento dei pensieri e comportamenti suicidari negli adolescenti e a sintomi da sospensione del trattamento. Nel caso specifico, episodi di astinenza non sono stati rilevati, ma non ci sono dati sulla sicurezza a lungo termine.

Prevenzione, ma non promozione
Un conto è prevenire le malattie sessualmente trasmissibili e promuovere stili di vita sani, anche per diminuire il rischio di infertilità. Tutt’altro fare leva sulle insicurezze degli uomini, frutto anche di modelli di sessualità irreali veicolati dai mass media, per spingerli ad andare dal medico a conoscere nuovi rimedi farmacologici disponibili.
Un consiglio generale: per valutare i messaggi di una campagna di informazione, controllate chi la finanzia e se ha un interesse economico nel farlo. Se nei comunicati stampa la diffusione dei problemi viene esagerata e si parla di nuovi medicinali disponibili, state attenti: forse si sta facendo più promozione che informazione.


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