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Farmaci fuori dalle farmacie a rischio un risparmio da 500 milioni allanno

15 dicembre 2011
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15 dicembre 2011

La lobby dei farmacisti si oppone in tutti i modi alla liberalizzazione della vendita dei farmaci in fascia C, che portano ogni anno nelle loro casse oltre tre miliardi di euro, pagati direttamente dai cittadini. Una vera liberalizzazione di questo mercato, portandolo anche nelle parafarmacie e nei corner salute degli ipermercati, produrrebbe un immediato risparmio per le tasche dei consumatori.

Lo dimostra la nostra ultima inchiesta sugli effetti della liberalizzazione per i farmaci SOP e OTC senza ricetta nel 2006: oggi chi compra il farmaco nel corner salute nei supermercati risparmia sino al 18%. Proiettando i benefici avuti da questa liberalizzazione anche sul mercato di fascia C con ricetta, senza limiti sul territorio, si arriverebbe a un risparmio di 500 milioni di euro all'anno. "Rivedere le regole e applicare un minitoraggio dei prezzi svecchierebbe il mercato dei farmaci e renderebbe la vendita finalmente aperta e trasparente, con opportunità di risparmio concreto per i cittadini" - ha dichiarato Paolo Martinello, presidente Altroconsumo.

Il rischio è che vengano penalizzati i piccoli centri
La liberalizzazione completa abbatterebbe allineamenti sul prezzo del prodotto al pubblico, oggi in vendita monocanale. Ma la lobby dei farmacisti sta ostacolando questo cambiamento, che verrebbe sostituito semplicemente da un allargamento del numero dei farmaci acquistabili senza ricetta medica. Sarebbe una grande occasione persa. 


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