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Farmaci meno vincoli alla vendita

24 novembre 2010
farmaci

24 novembre 2010

Basta con i vincoli all’apertura di farmacie. Per tutelare la salute basta un farmacista, ovunque lavori, non serve un negozio apposito. Tutto il resto serve soltanto a creare costi. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Antitrust.

Basta con i vincoli all’apertura di farmacie. Per tutelare la salute basta un farmacista, ovunque lavori, non serve un negozio apposito. Tutto il resto serve soltanto a creare costi. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Antitrust.

Quello che conta è il farmacista: lo conferma l’Antitrust
"La tutela della salute si persegue imponendo la presenza del farmacista nell'esercizio commerciale e non con il numero chiuso delle farmacie.”
Siamo d’accordo: non sono i quattro muri del negozio a dare garanzia, ma la presenza di un farmacista, sia che lavori dietro al banco di una farmacia, sia nel corner di un supermercato.
Quanto al numero chiuso per le farmacie, è evidente che serve soltanto a difendere un monopolio, ostacolando la concorrenza.

Al supermercato anche farmaci con ricetta
Inoltre, ha continuato Catricalà, “andrebbero comunque limitate le esclusive di vendita e ammessi alla distribuzione di canali alternativi anche i farmaci di fascia C. I risultati dell'esperimento fatto con i farmaci Sop e Otc (quelli vendibili senza ricetta medica, ndr) incoraggiano a proseguire sulla via iniziata. Sarebbe un grave danno per il Paese reintrodurre l'esclusiva assoluta in materia di vendita di farmaci in favore delle farmacie".
In pratica, dice l’Antitrust, lungi dal tornare indietro a quando i farmaci si potevano vendere soltanto in farmacia (come vorrebbe, con insignificanti eccezioni, il contestatissimo ddl 863 Gasparri Tomassini), si dovrebbe al contrario allargare a tutti i farmaci di fascia C (cioè tutti quelli non rimborsati dal Servizio sanitario) la possibilità di venderli in parafarmacie e supermercati.

I prezzi dei farmaci si raffreddano: lo confermano i nostri dati
Le nostre inchieste lo confermano: la possibilità di vendere i farmaci da banco anche al di fuori delle farmacie ha provocato un’apprezzabile frenata dei prezzi e consentito ai consumatori di realizzare importanti risparmi.
I numeri parlano chiaro. Tra il 2000 e il 2005, prima che partisse la liberalizzazione della vendita dei farmaci, i prezzi erano aumentati in media del 19%. Mentre negli ultimi cinque anni il prezzo libero è cresciuto al massimo del 3,4%. Da aumenti a due cifre, insomma, si è passati a una cifra sola.
Non c’è nessun motivo per tornare indietro, al contrario ce ne è per continuare nella stessa direzione:
- tutti i farmaci di fascia C presenti in tutti i canali, purché sempre alla presenza di un farmacista (vincolo fondamentale, che paradossalmente il ddl 863 vorrebbe abolire);
- sorveglianza maggiore perché i farmacisti espongano in posizione visibile il cartello con l’elenco dei prezzi dei principali prodotti, voluto da Mr Prezzi, ma decisamente poco diffuso. Eppure è l’unico mezzo per conoscere il prezzo del farmaco prima di entrare in negozio e potersi così orientare.


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