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I farmaci equivalenti e la spesa farmaceutica pubblica

25 marzo 2009

25 marzo 2009

Livio Garattini - CESAV, Centro di Economia Sanitaria A. Valenti, Istituto Mario Negri - Ranica (BG)
Simone Ghislandi - Econpubblica, Dipartimento di Analisi Istituzionale, Università Bocconi - Milano

Consumatori in cifre è una rubrica che propone un'analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un'interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

La spesa farmaceutica pubblica nel periodo Gennaio-Settembre 2008 è rimasta sostanzialmente stabile. Allo stesso tempo, però, tutti gli indicatori di consumo (ricette, confezioni e dosi) evidenziano un marcato incremento (rispettivamente +6%, +5,3% e +6,4%). Ad essere diminuiti sono solo i prezzi, che hanno subito una variazione negativa del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2007. Il fatto è che in Italia si è avviata in questi anni una piccola rivoluzione: stanno scadendo i brevetti di molti prodotti farmaceutici di massa. Il nostro Sistema Sanitario ha fissato un meccanismo regolatorio tendenzialmente rivolto a sfruttare questa situazione, introducendo tre innovazioni che stanno alla base della diminuzione dei prezzi appena notata. Innanzitutto, dal 1996, alla scadenza del brevetto i prodotti generici (farmaci senza marca) possono entrare in un mercato prima riservato ai detentori del brevetto. In secondo luogo, grazie al meccanismo del Prezzo di Riferimento, il livello massimo di rimborso è fissato al prezzo del farmaco generico meno costoso. In terzo luogo, il farmacista può sostituire un prodotto di marca con un farmaco generico. La combinazione di queste tre innovazioni sta alla base del risultato positivo raggiunto quest'anno nel controllo della spesa farmaceutica. E' importante però capire che questa situazione favorevole è limitata nel tempo, a meno che il sistema non venga ulteriormente modificato in modo da garantire anche il raggiungimento di una più efficiente equilibrio competitivo.


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