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Italiani: due terzi favorevoli al vaccino obbligatorio. Qualche timore sulla terza dose e dubbi sui vaccini agli under 12

Oltre l’80% degli italiani è vaccinato e quasi due su tre sarebbero favorevoli al vaccino obbligatorio per gli adulti. Tuttavia non mancano i timori per la terza dose e sul vaccino ai più giovani: sono meno della metà i genitori con figli under 12 propensi a vaccinarli e il 23% dichiara che non intende farlo. Sul fronte del green pass, solo dieci italiani su cento non ce l'hanno, e più della metà di chi lo ha dice che lo fa sentire più sicuro nei luoghi pubblici. A dirlo è una nostra indagine su più di mille italiani tra i 18 e i 74 anni.

02 dicembre 2021
vaccino covid-19 e siringa

Mentre la campagna vaccinale procede a spron battuto con la terza dose, Altroconsumo ha condotto un’indagine a tutto tondo sul tema, analizzando le risposte di più di mille italiani tra i 18 e i 74 anni.

L’attitudine verso la vaccinazione è positiva nella grande maggioranza di chi risponde, ma emerge una forte polarizzazione, soprattutto tra chi non è vaccinato e non intende farlo.

  • Al 15 novembre 2021, l’82% di chi ha risposto era vaccinato con ciclo completo, però solo il 2% ha fatto anche la terza dose.
  • Il 6% ha fatto solo la prima dose, mentre il 12% non si è vaccinato (l’11% non si è vaccinato proprio e meno dell’1% si è prenotato). Tra chi è vaccinato è più alto il livello di istruzione e migliore la situazione economica di chi non lo è.

Frenano le difficoltà di accesso al vaccino

Tra coloro che sono vaccinati o che hanno prenotato l’appuntamento il 23% ha riscontrato almeno una difficoltà di accesso: si tratta di difficoltà pratiche, come quelle legate alla prenotazione dell’appuntamento, alla lontananza dall’hub vaccinale o all’impossibilità di perdere giornate di lavoro.

Le donne in gravidanza

Il dato sulle donne in gravidanza (che in questo caso riguarda cittadine di Belgio, Italia, Portogallo e Spagna, i quattro Paesi dell’organizzazione Euroconsumers in cui è stata condotta l’indagine) è molto interessante. In una notevole percentuale dei casi è stato suggerito dal medico di aspettare la fine della gravidanza per vaccinarsi. Un’indicazione non supportata dall’evidenza scientifica. Al contrario, il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione anti Covid al secondo e terzo trimestre di gravidanza e nelle donne che allattano.

Le principali motivazioni per non vaccinarsi

Abbiamo chiesto a coloro che non si sono ancora vaccinati e non hanno intenzione di farlo quali sono i motivi di tale reticenza.

  • Più di uno su due non ritiene i vaccini sicuri (51%)
  • Quasi quattro su dieci non li ritiene efficaci (38%). In questo caso pesa probabilmente la scarsa chiarezza sull’obiettivo del vaccino, che non è quello di non ammalarsi, ma quello di non finire in ospedale con una forma grave di Covid.
  • Il 22% giustifica il proprio diniego con il fatto di non appartenere a una categoria a rischio. In questo caso sfugge il valore sociale della vaccinazione, non solo per rallentare la circolazione del virus, ma anche per prevenire il sovraccarico dei servizi sanitari pubblici.
  • Il 45% non crede nella buona fede di chi lavora per approvare i vaccini e il 45% crede che ci siano degli interessi politici ed economici nascosti.

Ci voleva più trasparenza

A proposito dell’ultimo punto precedente, abbiamo chiesto agli intervistati la loro opinione sulle modalità di approvazione dei vaccini e sul comportamento dell’Unione europea (UE).

  • Solo il 20% di chi risponde ritiene che il processo di acquisto dei vaccini sia stato ben gestito dall’Unione Europea, mentre il 43% ritiene che l’UE non l’abbia ben gestito.
  • Il 54% avrebbe voluto maggiore trasparenza nelle negoziazioni.
  • Meno del 30% ritiene che l’UE sia stata utile nell’ottenere un accordo migliore di quello che avrebbero ottenuto i singoli Stati. Mentre più del 30% è convinto che l’Italia avrebbe fatto altrettanto bene o meglio dell’UE.
  • Per ultimo, più di un quarto delle persone ritiene che l’UE abbia fatto più l’interesse delle case farmaceutiche che dei cittadini. Un terzo invece è in disaccordo con questa affermazione.

Il green pass ti rende più sicuro?

Ormai il green pass è entrato a pieno titolo nella vita degli italiani. Dal 6 dicembre, quello “rinforzato”, dato a chi è vaccinato e chi ha già fatto la malattia, sarà obbligatorio per tantissime attività, come mangiare al ristorante, andare al cinema e in palestra.

Stando alle risposte del nostro campione, quasi nove italiani su dieci sono in possesso della certificazione verde.

Ma pochi fino a questo momento sono i controlli: il 58% del campione ha ammesso di non essere stato controllato almeno una volta, in luoghi dove il green pass era necessario.

Per quanto riguarda l’opinione sul green pass, alcuni dati sono interessanti.

  • Oltre la metà - 53% - si sente più sicuro da quando il green pass è stato introdotto per andare nei luoghi pubblici. 
  • Solo il 43% si sente più sicuro da quando il green pass è stato introdotto per andare sul posto di lavoro.
  • Il 33% non si sente più sicuro e il 20% è incerto.
  • Il 48% crede che sia una misura efficace per evitare la diffusione del contagio. Il 30% ritiene che non lo sia. Il 18% circa è incerto al riguardo.

Due su tre favorevoli all'obbligo vaccinale

Il 65% è favorevole alla vaccinazione obbligatoria per tutti gli adulti, mentre solo il 42% è d’accordo ad estendere l’obbligo ai ragazzi di 12-17 anni e solo il 31% ad obbligare i minori di 12 anni. Tuttavia un italiano su due ha qualche timore sulla terza dose, e più della metà pensa che l’andamento dell’epidemia lo costringerà nel futuro a doversi vaccinare ogni anno. Inoltre tre italiani su cinque sono preoccupati della vaccinazione eterologa, cioè del fatto di dover fare i richiami con vaccini diversi. 

Tre intervistati su cinque sono dunque preoccupati per la vaccinazione dei bambini sotto i dodici anni. A questo riguardo, meno del 50% dei genitori con figli under 12  è propenso a vaccinarli contro il Covid una volta che il vaccino sarà per loro disponibile, mentre un 30% è ancora indeciso e il 23% non è propenso a vaccinarli.

Sì al vaccino obbligatorio per gli adulti

"In questi giorni si dibatte in Italia e in Europa intorno alla possibilità di obbligo vaccinale. Il tema è delicato, coinvolgendo sia i singoli che la collettività, e va trattato con attenzione. Il miglior modo è farlo, appunto, partendo dai dati.  Ebbene, i dati ci dicono che due consumatori su tre in Europa sono favorevoli alla vaccinazione obbligatoria degli adulti. Lo siamo pertanto anche noi.” Lo dichiara Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo, che prosegue.

La ragione è molto semplice: solo il vaccino può portare alla definitiva sconfitta del virus che da oltre un anno affligge le nostre vite ed economie. Vanno rispettati i timori dei singoli, laddove ancora presenti. Noi per primi li abbiamo indagati proprio per favorire risposte efficaci da chi deve darle, Governo e istituzioni sanitarie in primis. Ma in questa fase storica, con i contagi in rialzo e nuove varianti che rischiano di vanificare gli sforzi fatti sin qui dai cittadini italiani ed europei, vanno assunte decisioni coraggiose che privilegino l’interesse collettivo. Tra queste la vaccinazione obbligatoria degli adulti. Solo con la diffusa assunzione di responsabilità da parte di tutti, che la grande maggioranza delle persone ormai condivide, potrà proteggere la salute della popolazione, a partire dalle fasce più deboli o di coloro che, per particolari patologie, non possono vaccinarsi. Pensando innanzitutto a loro e raccogliendo la voce di una maggioranza forse meno “rumorosa” e pertanto spesso inascoltata di persone, come Altroconsumo crediamo si debba procedere senza indugio su questa strada difficile ma necessaria.

La salute pubblica e la piena sicurezza sanitaria sono infatti i prerequisiti fondamentali per la ripresa economica, essenziale di fronte alla crescita di prezzi e inflazione che i consumatori stanno affrontando. Soprattutto, sono il fattore indispensabile per tornare finalmente a dare alle persone una realistica e stabile speranza per un futuro più sereno” ha concluso.

 

Questa indagine è stata possibile grazie al supporto di Open Society Foundations