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Influenza torna il virus AH1N1 ma nessun allarme

28 settembre 2010
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28 settembre 2010

Con l’inizio dell’autunno torna l’attenzione sull’influenza, con l’annuncio della consueta campagna vaccinale ministeriale per il prossimo ottobre. Ma il sospetto di rapporti troppo stretti tra industria del farmaco e chi decide per la nostra salute, ormai, c’è. E qualcuno esprime dubbi sulla utilità delle campagne vaccinali contro l’influenza.

 

Con l’inizio dell’autunno torna l’attenzione sull’influenza, con l’annuncio della consueta campagna vaccinale ministeriale per il prossimo ottobre. Ma il sospetto di rapporti troppo stretti tra industria del farmaco e chi decide per la nostra salute, ormai, c’è. E qualcuno esprime dubbi sulla utilità delle campagne vaccinali contro l’influenza.

Pandemia cessata. Ma l’Oms è indipendente?
Già da tempo la cosiddetta suina non dava segni di vita, ma solo il 10 agosto 2010 il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato concluso l’allerta pandemico da virus A/H1N1v, tra molte polemiche.
Una recente inchiesta del British Medical Journal e dell’Agenzia di Giornalismo Investigativo di Londra ha messo in dubbio l’indipendenza delle decisioni dell’Oms su come affrontare epidemie influenzali e pandemie, svelando i legami economici tra gli esperti che l’Oms consulta e le case farmaceutiche che producono farmaci e vaccini contro l’influenza (Roche e Glaxomisthkline).

L’A/H1N1 torna in autunno
Come sempre alla fine di una epidemia, anche il virus della suina tornerà a circolare questo autunno/inverno. Insieme a lui circolerà un ceppo influenzale di tipo A/H3N2 e ad un ceppo di tipo B, già noto perché presente nella stagione 2009/2010 (ed incluso nel vaccino anti-influenzale dell’anno scorso).
Non si parla più di pandemia, ma di classica stagione influenzale, anche se in questo momento nessuno può fare previsioni. L’evoluzione della situazione dipenderà da vari di fattori, in primo luogo da quante persone sono ancora suscettibili al virus.

Nel vaccino ancora il virus della suina
Intanto l’Oms (sulla base dei dati dei laboratori sentinella sparsi sul territorio) ha raccomandato a febbraio che la composizione del vaccino per la prossima stagione 2010-11 per l'emisfero settentrionale sia:
o antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1), il cosiddetto ceppo "pandemico" della suina;
o antigene analogo al A/Perth/16/2009 (H3N2)  - ceppo “cugino” del virus di tipo H3N2 circolato la scorsa stagione influenzale;
o antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008 – lo stesso ceppo che ha circolato, anche se molto poco, lo scorso inverno.

Offerto alle categorie a rischio
Come ogni anno, il vaccino anche nel 2010 è stato raccomandato dal ministero della Salute alle categorie per diversi motivi considerate a rischio (tra cui anziani, malati cronici, personale sanitarioe dei servizi pubblici di primario interesse). Il ministero fissa l’inizio della campagna vaccinale al 1° ottobre, appena saranno pronti i vaccini.
Benché si tratti di una tradizione consolidata, un’attenta analisi della letteratura in materia mostra che è scarsamente supportata da dati scientifici che provino l’utilità di questa misura. Gli studi disponibili, in effetti, non hanno confermato l’utilità del vaccino antinfluenzale nel ridurre morti e ricoveri tra gli anziani; e risulta minimo anche l’effetto sulla riduzione dei giorni di lavoro perduti e sull’affollamento degli ospedali e pronto soccorso.

Quanto sarà efficace questo vaccino?
Oltre alla debolezza delle prove scientifiche a supporto dell’utilità di vaccinare in massa larghe fasce di popolazione contro l’influenza, bisogna anche tenere conto che è difficile prevedere l’utilità del vaccino dopo lo sconvolgimento provocato dalla pandemia.
L’anno scorso, il virus pandemico si è molto diffuso, a spese degli altri virus stagionali. Circa il 97% dei casi di influenza della scorsa stagione è stato causato dal solo virus della suina. Quindi una parte della popolazione è già protetta perché ha già contratto questa influenza.
Non c’è assolutamente nessun motivo di allarme, comunque, né alcuna ragione di temere un’influenza particolarmente “cattiva”.
Sull’opportunità di effettuare o meno il vaccino, se appartenete a una delle categorie cui è consigliato, vi consigliamo di parlarne con il vostro medico.


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