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Insonnia combatterla con larte del dormire

01 febbraio 2009

01 febbraio 2009

Contrariamente a quanto pensano in molti, l'insonnia non è un disturbo ma un sintomo di uno o più problemi.
Può essere causata da una situazione di forte stress o di ansia, legata al lavoro, alla famiglia o a eventi traumatici; può dipendere da cattive abitudini prima di andare a letto (consumo di caffeina o sostanze stimolanti, alcol, pasti pesanti, esercizio fisico poco prima di coricarsi); essere causata da problemi fisici e patologie (per esempio malattie che comportano dolore, che portano a urinare frequentemente, o disturbi della digestione e della respirazione, oppure depressione).

I farmaci che non aiutano a dormire
Non va sottovalutata l'azione di alcuni farmaci, che possono dare problemi col sonno come effetto indesiderato, quali quelli per la pressione alta, per il cuore, per la tiroide, per l'asma, i contraccettivi orali e alcuni antidepressivi.

Per una corretta diagnosi dell'insonnia
Poiché l'insonnia è un sintomo, la prima cosa da fare è individuarne la causa. Evitate il "fai da te" e rivolgetevi al vostro medico di famiglia, che cercherà prima di tutto di capire di che tipo di insonnia soffrite: se faticate a prendere sonno, oppure vi svegliate nel cuore della notte o troppo presto al mattino. Il trattamento dipende chiaramente dalla causa e dalla sua gravità. Le cattive abitudini si correggono, lo stress si può imparare a dominarlo, i dispiaceri si superano con l'aiuto di persone che ci vogliono bene o, se sono gravi, con quello di uno psicologo. È inutile ricorrere subito ai sonniferi, che ci fanno dormire solo perché soffocano un sintomo (l'insonnia) senza risolvere i problemi di cui è spia. Teoricamente bisognerebbe ricorrervi solo quando l'insonnia condiziona pesantemente la vita e solo dopo che si è provato a rimuovere la causa o a intervenire sul comportamento, senza alcun esito. Purtroppo i sonniferi sono attualmente il mezzo più semplice e veloce per recuperare il sonno perso. Per questo spesso i pazienti, una volta provati, insistono per averli. Anche i medici però rinnovano facilmente e a lungo la prescrizione. Il punto è che nessuno dei sonniferi è registrato per un trattamento superiore alle quattro settimane, a causa dei pesanti effetti collaterali.


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