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LAntitrust sanziona il gruppo Pfizer

25 gennaio 2012
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25 gennaio 2012

Abuso di posizione dominante: con questa motivazione l’Antitrust ha sanzionato il gruppo Pfizer, azienda multinazionale del settore farmaceutico, con una multa di 10,6 milioni di euro. Un comportamento sleale costato al Servizio Sanitario Nazionale circa 14 milioni di euro.

Più di 10 milioni di euro. E’ questa la somma che dovrà pagare il gruppo Pfizer, multinazionale farmaceutica statunitense, per aver ostacolato l’ingresso sul mercato italiano di farmaci generici per la cura del glaucoma basati sullo stesso principio attivo dello Xalatan, medicinale da lei prodotto e commercializzato.
A seguito delle denunce da parte della Ratiopharm Italia S.r.l.,  società interessata a produrre il farmaco generico, e dell’European Generic Medicines Association, l’Antistrust ha accertato che la multinazionale ha cercato di allungare i tempi di scadenza del brevetto per la commercializzazione di farmaci a base del principio attivo latanoprost.

La strategia messa in atto da Pfizer
La scadenza del brevetto (che viene assegnato a chi inventa il farmaco e che, salvo ulteriori estensioni autorizzate, dura 20 anni) era fissata per settembre 2009. Dopo questa data, altre aziende farmaceutiche avrebbero potuto produrre e vendere sul mercato italiano farmaci generici basati sullo stesso principio attivo dello Xalatan, mettendo così fine al monopolio della Pfizer. Per scongiurare questo e mantenere intatta la sua quota di mercato, l’azienda americana, attraverso una complessa strategia fatta di escamotage burocratici, ha posticipato la scadenza del brevetto. Una prima volta fino al luglio 2011 e, una seconda fino al gennaio 2012.
I produttori di farmaci generici si sono ritrovati così nella più totale incertezza. Situazione aggravata dalle numerose diffide inviate loro da Pfizer che minacciava altissime richieste di risarcimento danni in caso di commercializzazione di farmaci generici prima della scadenza.
Tutto questo ha consentito alla prima concorrente di entrare sul mercato solo a maggio 2010, mentre per altre il ritardo è stato di un anno e mezzo rispetto al settembre 2009. Di fatto, la Pfizer ha prolungato il suo stato di monopolio di circa 7 mesi, con un ritorno economico di quasi 17 milioni di euro.

Le conseguenze della concorrenza sleale 
Il ritardo nella commercializzazione dei farmaci generici è costato al Servizio Sanitario Nazionale, che rimborsa il medicinale ai pazienti, circa 14 milioni di euro in termini di mancato risparmio: l’arrivo sul mercato dei produttori del farmaco equivalente, infatti, ha comportato l’immediata riduzione del prezzo, che si è sostanzialmente dimezzato.

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