News

Lomeopatia in pillole

01 aprile 2010
omeopatia

01 aprile 2010

Sull'omeopatia non è facile prendere posizione. Tra tutte le medicine non convenzionali l'omeopatia è quella che sicuramente riscuote maggiori consensi. I numeri forniti da fonti autorevoli sono sostanziosi: secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità nel 2001 erano più di 3 milioni le persone che usavano l'omeopatia solo in Italia; più di 4 milioni per l'Istituto Superiore di Sanità.

Una vecchia storia
Fu un medico tedesco vissuto agli inizi dell'Ottocento, Samuel Hahnemann a sviluppare il concetto del simile, base dell'omeopatia. Studiando gli effetti del chinino, utilizzato per curare la malaria, scoprì che l'estratto dalla pianta negli individui sani poteva provocare sintomi simili a quelli della malaria stessa: la medesima sostanza, diluita e "dinamizzata", poteva guarire i sintomi.

Farmaci omeopatici: prodotti controllati
I medicinali omeopatici vengono prodotti secondo un processo definito dalle farmacopee. I principi base derivano dal mondo vegetale, animale o minerale. Una volta recuperato, il principio viene trattato secondo un processo controllato fino ad arrivare alla tintura madre, che poi viene diluita. Ad ogni passaggio la soluzione viene agitata energicamente ("succussione") così da "trasmettere energia", secondo la teoria omeopatica, e mantenere attive le proprietà del principio anche in diluzioni molto alte.

Secondo l'omeopatia la diluzione insieme alla succussione trasformano una semplice sostanza estratta (per esempio da una pianta) in un rimedio con effetto terapeutico.

Questo passaggio, punto di forza per i sostenitori dell'omeopatia, è anche il suo tallone d'Achille. Sottolineano infatti i critici: come può un rimedio, diluito a tal punto da contenere in alcuni casi poche molecole del principio attivo di partenza, essere efficace?

L'efficacia è da provare
Una delle critiche che le sono rivolte dalla medicina ufficiale è la scarsità di criteri oggettivi per determinare l'efficacia delle cure. I rimedi omeopatici però sono diversi da quelli tradizionali, il che rende plausibile una sperimentazione differente. Che però ci deve essere: se tante prove vengono richieste per un farmaco tradizionale, perché non dovrebbero essere necessarie per le medicine alternative?

Senza foglietto illustrativo
I rimedi omeopatici sono considerati dalla nostra legge medicinali, ma con qualche riserva. Sulle confezioni vengono definiti "medicinali omeopatici": significa che, come accade per quelli tradizionali, anche gli omeopatici devono essere registrati dall'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), che opera sotto le direttive del ministero della Salute. I medicinali omeopatici devono essere preparati secondo gli stessi principi di qualità e di sicurezza che regolano i farmaci tradizionali. Non essendo richieste prove scientifiche che dimostrino l'efficacia terapeutica di questi prodotti, la legge italiana vieta di inserire nelle confezioni il foglietto illustrativo o di riportare in etichetta le indicazioni terapeutiche.


Stampa Invia