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La guerra dei farmaci

25 giugno 2012
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25 giugno 2012

L’ipotesi di far uscire dalle farmacie i farmaci di fascia C con ricetta è sfumata. Questa mancata liberalizzazione ci è costata 500 milioni di euro. Com’è possibile ora risparmiare? Comprando medicinali uguali, ma più economici.

Sei anni fa, la liberalizzazione di Sop (farmaci senza obbligo di prescrizione) e Otc (medicinali da banco) portò evidenti vantaggi: prezzi in discesa e apertura di parafarmacie e corner salute negli ipermercati. Purtroppo questa spinta positiva si è andata piano piano esaurendo: così oggi il governo Monti ha provato a sbloccare di nuovo il settore. Ecco come.

Nuove farmacie in arrivo
Il decreto “Salva Italia” e il decreto “Cresci Italia” hanno stabilito che le farmacie aumenteranno di numero: non più una ogni 4.000 abitanti, ma una ogni 3.300. In poche parole, sulla carta si potranno aprire circa 5.000 nuove farmacie, anche se non aumenteranno in misura proporzionata ovunque.

Fascia C: via 230 farmaci
La questione, dibattuta nei decreti, che più ha scosso il settore è stata l’ipotesi di far uscire dalle farmacie i farmaci di fascia C con ricetta. Il motivo è chiaro. Questi farmaci sono a completo carico del cittadino: il prezzo è fisso e possono essere venduti solo in farmacia. Si tratta di un mercato molto importante (vale oltre 3 miliardi di euro l’anno) la cui apertura permetterebbe ai cittadini di risparmiare  500 milioni di euro. Ma gli interessi in gioco sono tanti e le lobby, che si contendono il ricco mercato dei farmaci, su questo punto sono molto agguerrite.
Risultato? Il governo è riuscito solo in parte a realizzare quanto si era prefissato: sono 230 i farmaci (su 5.000 presenti in fascia C) che ha tolto dalla fascia C con ricetta e che potranno essere venduti anche nelle parafarmacie e nei corner salute degli iper.
In questa apertura, in realtà, non c’è alcuna novità sostanziale: i 230 farmaci “liberalizzati” comprendono solo medicinali simili ad altri già senza ricetta (per esempio, l’Ibuprofene per bambini, venduto con ricetta in alcuni casi e senza in altri) o farmaci già in libera vendita in altri Paesi (per esempio, il Daflon, che in Belgio è venduto senza ricetta). Una decisione, dunque, che sa tanto di compromesso.

Sconti: ora possibili
Un altro punto presente nei decreti riguarda gli sconti che potranno essere praticati dalle farmacie su tutti i tipi di farmaci e prodotti. Fatta la legge, ora bisognerà vedere se i farmacisti raccoglieranno concretamente la possibilità di fare sconti sui farmaci.  Staremo a vedere.

Risparmiare? Pensaci tu
In attesa di questi cambiamenti è possibile risparmiare? Sì. Per farlo è necessario che i cittadini siano più consapevoli di quali sono i loro diritti. Ogni volta che acquistate un medicinale con ricetta il farmacista ha l’obbligo - per legge - di informarvi dell’esistenza di un farmaco equivalente meno caro. Se non lo fa, chiedetelo voi:  è un vostro diritto domandare, è un dovere del farmacista venderlo.

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