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Non decolla la pillola dei cinque giorni dopo

25 settembre 2012
pillola

25 settembre 2012

Poco usata in Italia la pillola dei cinque giorni dopo: l'ostacolo è il test di gravidanza, imposto alle donne solo nel nostro Paese per ottenerne la prescrizione. Forse incide anche il prezzo: quasi tre volte rispetto a quello della pillola del giorno dopo, che ha la stessa funzione.

I medici la prescrivono poco: basta pensare che in Italia sono state utilizzate solo un terzo delle confezioni vendute in Germania nello stesso periodo. Eppure EllaOne, la pillola dei cinque giorni dopo - che serve a evitare una gravidanza indesiderata quando si è verificato il fallimento di un sistema contraccettivo, per esempio la rottura di un profilattico - è efficace per due giorni in più dal rapporto a rischio (120 ore) rispetto a quella del giorno dopo (Lonel, Norlevo). Questa è già in commercio in Italia da una decina di anni ed efficace se assunta entro 72 ore dal rapporto a rischio o non protetto.

Il test di gravidanza è un ostacolo
Il principale ostacolo alla prescrizione della pillola dei cinque giorni dopo, secondo un'inchiesta della Società medica italiana per la contraccezione, è la necessità per le donne di eseguire un test di gravidanza (anche con stick acquistato in farmacia) prima di poter chiedere al medico la prescrizione della pillola, un obbligo che è stato imposto soltanto in Italia e non è presente in nessun altro paese al mondo. 

Costa il triplo
C'è anche da far notare, comunque, che la pillola dei cinque giorni dopo costa circa il triplo della pillola del giorno dopo, che non richiede alcun test di gravidanza per essere prescritta ed è in uso da circa dieci anni. Un farmaco in uso da più tempo è inoltre da considerare più sicuro dal punto di vista degli effetti indesiderati (che sono simili tra le due pillole): il rischio che si manifestino effetti indesiderati non ancora noti si abbassa infatti con il passare del tempo da cui il farmaco è in commercio.

Come funzionano
Entrambe le pillole, del giorno dopo o dei cinque giorni dopo, agiscono bloccando o ritardando l’ovulazione e impedendo così che un ovulo possa essere fecondato.Nessuna delle due pillole deve essere confusa con la pillola abortiva, la RU 486, che induce un aborto riproducendo il meccanismo di un aborto naturale, cioè provocando il distacco dell’embrione dalla mucosa uterina; la RU 486 in Italia può essere assunta, esclusivamente in ospedale, entro la settima settimana di gravidanza.

 

 

 

 

 

 


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