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Pillole contraccettive promosse specie le meno nuove

01 giugno 2009
pillola contraccettiva

01 giugno 2009

Efficace e con una bassa probabilità di causare effetti collaterali pericolosi. La pillola contraccettiva esce a pieni voti dall'esame a cui l'hanno sottoposta gli esperti italiani. Che la pillola potesse far male, era un timore di vecchia data. L'accusa era che la sua assunzione aumentasse in modo significativo il rischio di trombosi venosa. Soprattutto per le pillole di terza generazione.

Trombosi rara

I dati emersi dalla conferenza che ha riunito gli specialisti italiani sono invece confortanti. Il rischio di trombosi venosa è molto basso, con 1-2 casi ogni 10 mila donne che assumono la pillola. Tanto per dare un termine di paragone, una donna in gravidanza senza particolari problemi di salute ha un rischio trombosi più alto, visto che si registrano 6 casi ogni 10 mila gravidanze.

Meglio quelle di seconda generazione

Non vengono segnalati altri effetti collaterali di rilievo. Il farmaco risulta efficace e ben tollerato, oltre che ben sperimentato: è assunto da milioni di donne in tutto il mondo da 40 anni a questa parte. È stato confermato anche che le pillole di terza generazione, quelle a base di desogestrel o gestodene (due tipi di progestinici), presentano un rischio più alto di circa il doppio rispetto a quelle di seconda generazione, a base di levonorgestrel. Gli esperti hanno quindi proposto il reinserimento tra i farmaci di classe A (quelli passati gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale) della pillola di seconda generazione: oggi sono in fascia A quasi solo le pillole più recenti, proprio quelle con un rapporto beneficio/rischio peggiore.

Prima di assumerla, parlare con il medico

Prima di assumere la pillola, è importante parlare con il medico, fecendogli presente se in famiglia si sono già verificati casi di trombosi venosa. Questi eventi potrebbero infatti indicare una facilità del proprio sangue a creare coaguli, cosa che farebbe sconsigliare l'assunzione di questi farmaci. È importante anche tener conto di altri fattori di rischio per la trombosi, come l'obesità, traumi, interventi chirurgici, un periodo prolungato di immobilità. È sconsigliabile anche l'assunzione della pillola nelle tre settimane dopo il parto: in questo periodo c'è infatti una maggiore predisposizione alla formazione dei coaguli.


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