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Piu facile laccesso alla terapia del dolore

22 aprile 2010
terapia del dolore

22 aprile 2010

Sarà meno complicato trattare il dolore dei pazienti che soffrono a causa di tumori, di malattie croniche e degenerative. Una nuova legge, sulla cui applicazione vigileremo, consente accesso più facile ai trattamenti, più assistenza e programmi individualizzati per ogni malato e per la sua famiglia. 

Una nuova legge sulla cura del dolore attesa da tempo
Finalmente in vigore dal 3 aprile 2010, la nuova legge (l. 15 marzo 2010, n. 38, qui sotto allegata) che garantisce l’accesso alle cure palliative (quelle finalizzate a tutelare la qualità della vita del malato terminale, anche se non può più guarire) e alla terapia del dolore prevede, tra le altre cose:
• accesso facilitato ai trattamenti, cioè meno burocrazia, per favorire la lotta al dolore e la prescrizione dei farmaci più adatti a combatterlo efficacemente;
• aumento e miglioramento delle procedure assistenziali, attraverso l’istituzione di reti di medici specialisti appositamente formati nella lotta al dolore e nelle cure palliative;
• un programma di cure individualizzato per il malato e la sua famiglia.

Farmaci antidolorifici: più facili da prescrivere
• Una maggiore attenzione al dolore del paziente dovrebbe essere ottenuta grazie all’introduzione dell’obbligo di rilevarlo e riportarlo in cartella clinica: oltre alle informazioni su dieta ed esami, la cartella ospedaliera dovrà quindi riportare l’evoluzione del dolore del malato durante il ricovero, i farmaci antidolorifici assunti (nome e dosaggio) e il risultato ottenuto.
• Per quanto riguarda i farmaci da usare fuori dall’ospedale, alcuni antidolorifici oppiacei (per esempio la morfina da assumere per bocca o i cerotti a base di fentanil), quando impiegati in malati affetti da dolore grave, potranno essere prescritti dal medico su normale ricettario del Servizio sanitario nazionale e non più su ricettario ministeriale speciale. Meno intoppi burocratici, quindi, dovrebbero facilitarne la prescrizione.

Assistenza non soltanto negli ospedali
• La nuova legge garantisce che il dolore del malato sia trattato in modo adeguato anche fuori dall’ospedale. Sul territorio dovranno essere presenti équipe di specialisti che garantiranno la prosecuzione delle cure e degli interventi assistenziali al malato. L’assistenza territoriale (definita “residenziale”) può essere prestata nei cosiddetti hospice, strutture dedicate all’assistenza dei malati terminali.
• In alternativa, se il malato, insieme alla sua famiglia, sceglie di essere curato a casa, la continuità delle cure dovrà essere garantita dal medico di medicina generale in costante contatto con gli specialisti (assistenza “domiciliare”).

Formazione dei medici e monitoraggio annuale
La legge prevede che siano istituiti percorsi formativi specifici per i medici, coordinati a livello nazionale. Il Ministero della salute ha il compito di monitorare le due reti (terapia del dolore e cure palliative) e redigere un rapporto sull’andamento delle prescrizioni di farmaci e sull’andamento delle due reti entro il 31 dicembre di ogni anno. Infine, nel triennio 2010-2012, dovranno essere realizzate campagne informative destinate a informare i cittadini su questi temi e a sottolineare l’importanza della lotta al dolore.
Come già in passato, verificheremo l’applicazione della nuova legge, l’andamento delle prescrizioni di farmaci antidolorifici e gli effettivi miglioramenti della situazione dei malati dal punto di vista del dolore nel nostro Paese.


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