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RU486 autorizzata in Italia

04 agosto 2009
ru486

04 agosto 2009

L'Aifa ha deliberato l'autorizzazione al commercio del Mifegyne, nome commerciale del farmaco a base di mifepristone, la pillola abortiva nota con la sigla RU486.

Questo farmaco, da non confondersi con la cosiddetta "pillola del giorno dopo", può essere distribuito solo in ambito ospedaliero, per un uso esclusivamente sotto controllo medico, nel rispetto di quanto prevede la legge 194, che regola in Italia la possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza.
Per ricorrere a un'interruzione di gravidanza con la pillola RU486 resterà necessario seguire tutte le stesse procedure previste dalla legge 194.

Come funziona
La RU486 blocca l'azione del progesterone, un ormone prodotto dalle ovaie, indispensabile a garantire il mantenimento della gravidanza. Per questo la gravidanza si interrompe: l'embrione si stacca e viene espulso insieme alla placenta (l'organo che lo nutre) e alla mucosa uterina, come avviene durante una mestruazione. Per favorire l'espulsione, si somministra anche un altro farmaco, che stimola le contrazioni dell'utero.
Completamente diverso è il principio attivo e il meccanismo di funzionamento della cosiddetta "pillola del giorno dopo". Questa contiene ormoni del tipo utilizzato nelle normali pillole anticoncezionali, in dosi più alte, e non agisce quando l'embrione è già annidato nella mucosa uterina, ma prima, bloccando l'ovulazione, interferendo con la fecondazione o inibendo l'impianto dell'ovulo fecondato. Se l'embrione è già annidato, la "pillola del giorno dopo" non ha alcun effetto sulla gravidanza: non è una pillola abortiva.
La differenza tra i due farmaci comporta tempi di assunzione diversi: la "pillola del giorno dopo", disponibile in farmacia con ricetta medica, deve essere assunta al più presto dopo il rapporto sessuale non protetto (entro 72 ore), quando la donna non sa ancora se andrà incontro a una gravidanza, ma vuole proteggersi da questa eventualità (per esempio in caso di rottura del profilattico). La RU486, invece, si deve utilizzare in ambito ospedaliero, nel rispetto della legge per l'interruzione di gravidanza.

Non è priva di rischi
L'uso della RU486 presenta alcuni vantaggi rispetto all'aborto chirurgico: non è richiesta anestesia; sono assenti i rischi connessi a un intervento, come traumi dell'utero o del collo dell'utero con conseguente rischio di sterilità, di gravidanze extrauterine e simili. Dal punto di vista psicologico, secondo alcuni studi l'aborto farmacologico provocherebbe un minore trauma per la donna.
L'uso della RU486 non rende però l'aborto esente da rischi: le conseguenze più gravi, sebbene rare, sono quelle di sanguinamento eccessivo (fino a rendere necessari interventi chirurgici o trasfusione), infezione uterina. Nei casi più gravi questo può portare alla morte.
Infine, l'aborto farmacologico non è sempre efficace: talvolta la gravidanza non si interrompe ed è necessario comunque ricorrere all'intervento chirurgico. Per questo è fondamentale il monitoraggio attento della donna in ospedale.


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