News

Salute non credere alle bufale

01 aprile 2011
salute

01 aprile 2011

In campo medico abbondano le leggende metropolitane. Falsi miti che non hanno alcun riscontro scientifico. Essere beninformati, invece, spinge a comportamenti migliori.

Le risposte di 2.000 persone
«L’aria è così inquinata che fumare meno, o addirittura smettere, serve a poco». Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare una frase simile. Se, ascoltandola, non avete avuto nulla da eccepire o non vi è venuta la curiosità di controllare quanto è scientificamente fondata (perché vi sembrava tutto sommato plausibile), siete in numerosa compagnia: non sa che è un’emerita bufala il 63% degli italiani. Con questa inchiesta, alla quale hanno partecipato duemila persone, abbiamo voluto mettere in luce quanto siano radicati pregiudizi e convinzioni sbagliate sulla salute.

Un po’ di scetticismo non guasta
Gli ambiti in cui gli italiani hanno dimostrato di essere più ferrati sono quelli della cottura degli alimenti a rischio intossicazione (carne, pesce e molluschi), mentre hanno le idee confuse sugli effetti del congelamento e scongelamento dei cibi. Dovrebbero essere molto più scettici nei confronti degli integratori, sia multavitaminici sia quelli per gli sportivi. E informarsi di più sugli effetti della pillola contraccettiva e sui pericoli delle relazioni di natura sessuale.

Più informati, più sani
È evidente che essere in possesso di un’informazione corretta può aiutare effettivamente a seguire comportamenti migliori. Questo non è certo il passaporto per una vita in salute, ma aumenta la probabilità di essere più sani. E non è poco. Soprattutto se come alleato c’è Test Salute.


Stampa Invia